In una sorta di convulso scenario di pianificazione, dove ogni decisione aggiunge elementi di frammentazione, evidenziando da un lato, i limiti del P.G.T. e dall'altro una ferma intenzione di procedere per episodi, si inserisce questo nuovo Piano Urbano del Traffico.
Piano che l'Amministrazione presenta di nuovo chiedendo una partecipazione a giochi fatti, un consenso a posteriori di una mancata condivisione democratica delle scelte. Il fermo dovuto all'errore della mancata applicazione delle Leggi Urbanistiche, con la conseguente necessità del procedimento legato alla V.A.S., poteva essere occasione per finalmente praticare un principio che ci ha visti strenui e inascoltati sostenitori: la partecipazione in campo urbanistico, ovvero sulle scelte che riverberano gli effetti più immediati sulla qualità della vita e dell'ambiente non è derogabile.
Ma ancora una volta, allontanandosi addirittura dagli effimeri principi ambientali sbandierati all'interno del P.G.T., si confeziona un Piano Urbano del Traffico, che di fatto propone una unica, reiterata, condizione: consumare ancora suolo. Inutili le richieste di approfondimento, di dati, di analisi, di scenari previsionali,appare chiaro che l'unica opera che interessa l'Amministrazione è questa, strana apparizione, introvabile nei documenti del P.G.T. e dello stesso P.U.T.: una tangenziale in un futuro parco.
Individuata e finanziata (senza progetto preliminare o indagini geologiche) nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche, ancora prima di aver redatto il piano, quest'opera ricorda nelle scelte e nei modi pesanti di introduzione,fatte le debite proporzioni, le vicende di Pedemontana, Bre-Bemi e tangenziali varie.
II Piano in verità non è che faccia di meglio: nella foga di tentare di rivitalizzare un centro che interessa oramai solo alla speculazione nostrana, scarica sulla città densa all'intorno il traffico veicolare, anche quello pesante, con buona pace di mitigazioni, parchi urbani e mobilità dolce. Relazioni con il ferro, ma per il momento no, forse quando ci si accorgerà che abbiamo in zona due linee ferroviarie di R.F.I.
La pubblicazione dell'avviso di avvio del procedimento (D.G.C. n. 52 del 04.03..2015) per recuperare l'errore della mancata applicazione della V.A.S. non fa che confermare tale volontà: si punta sulla verifica di assoggettabilità alla Vas per trovarne i motivi di esclusione, evitarne le complicazioni e magari procedere alla realizzazione del P.U.T. a pezzi, giustificandoli come opere sulla viabilità. Sarà interessante verificare cosa ne pensa il Parco Delle Groane in questa fase, visto che il Responsabile del Procedimento, ha l'obbligo di individuare i soggetti (pubblici e privati interessati) che siederanno in Conferenza di Servizi, Questo vale anche per Il Comitato del Parco e anche per le Associazioni che lavorano sul territorio. Attendiamo ansiosi di capire chi parteciperà. E speriamo che questa volta il no a questa opera, e al conseguente consumo di suolo, tutti lo facciano sentire a chiare lettere.
Nel frattempo pensiamo che la variante del P.U.T., necessariamente in revisione per la verifica di assoggettabilità alla V.A.S, si debba confrontare con la necessitò di un aggiornamento del Documento di Piano, produca le analisi dei flussi di traffico alla data attuale e restituisca una modellistica, in grado di garantire alle parti una partecipazione democratica e sopratutto informata. E' di queste ore l'annuncio di un nuovo palazzetto in luogo e con operatore privato diverso da quello che ci ha consegnato quel relitto che sembra scomparso dalle cronache e ha sottratto aree di proprietà collettiva; grandi lavori, tangenziali, opere pagate con dismissioni del patrimonio comune, dichiarazioni di urgenza e indifferibilità: il consumo di suolo la fa ancora da padrone.
Circolo Legambientecantu






