TICINO – Vince il sì per il salario minimo. “Alla svizzera”: 3400 euro al mese

domenica, 14 giugno 2015

COMO – Il 54% degli elettori ticinesi oggi ha deciso di votare sì all’iniziativa referendaria “Salviamo il lavoro in Ticino”, che prevede l’introduzione di un salario minimo per tutti i lavoratori del cantone con noi confinante. Una paga su 12 mensilità che dovrebbe “garantire un salario dignitoso” a tutti i lavoratori, ossia stando alla pronuncia di un tribunale federale, intorno ai 3.500 franchi lordi al mese, circa 3.400 euro. Il salario minimo più alto del mondo: quello tedesco è meno della metà.

Lo scorso anno un’iniziativa simile a livello federale era stata bocciata dalle urne con il 76% dei no. Quest’anno invece, l’iniziativa dei Verdi godeva dell’ampio appoggio bipartisan di socialisti e Lega dei Ticinesi ed è stata quindi approvata.

Il provvedimento avrebbe effetti sui salariati ticinesi sotto i 3.500 franchi, poco più di 17.600 lavoratori, il 15% del totale, di cui oltre 10.000 frontalieri.  Sono invece 9.400 circa quelli che guadagnano meno di 3.000 franchi al mese, in particolare donne e frontalieri italiani. Oggi si calcola che circa la metà dei 62mila frontalieri italiani – di cui circa 25mila comaschi – non sia coperta dalle tutele di un contratto collettivo, che già prevede dei minimi che non saranno toccati.

Che l’iniziativa possa avere realmente effetti è tutto da dimostrare: già gli elettori del canton Giura e Neuchatel hanno approvato un referendum simile, ma per via di difficoltà giuridiche l’iniziativa non è ancora entrata in vigore.

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