CANTÙ – Sono passati sei mesi da quando Tonino Intini ha percorso il cammino di Santiago de Compostela. Quasi 1000 km a piedi, con lo zaino in spalla dormendo in ostelli per pellegrini e alzandosi presto la mattina: "la classica vita da pellegrino" sorride Tonino mentre ricorda il viaggio lungo poco più di un mese. "Sono tanti i motivi che spingono una persona a compiere questo viaggio ma una cosa è certa: non sei tu che scegli di andare ma è Santiago che ti chiama a lui".
Ha scelto di percorrere la classica, Tonino, ovvero il cammino francese, che attraversando i Pirenei nel passo di Roncisvalle, si snoda per monti, valli, paesi e città per 800 e passa Km, con 25 tappe ufficiali. "Uno dei momenti più emozionanti è stato arrivare davanti al cartello "Santiago de Compostole 790 km" - racconta il nostro pellegrino - prima di partire documentandomi tra siti e blog ho visto questo posto, questo cartello che era un po' come il via, lo start per un atleta, l'inizio del tuo percorso. Quando sono arrivato al cartello, dopo essermi lasciato alle spalle i Pirenei, ero entusiasta sapevo che stava iniziando il Cammino e volevo farmi una foto! Ma non c'era nessuno... poi d'improvviso è apparso un altro pellegrino tedesco che mi ha chiesto se volevo farmi una foto al cartello. Stupito ho subito accettato e poi zaino in spalla e buone scarpe ai piedi è iniziato il mio viaggio".
Un viaggio pesante, la vita da pellegrino è fatta da qualche sacrificio: sveglia presto il mattino e 25/30 km al giorno per arrivare alla meta. "E' forse qualcosa più di un viaggio, una scoperta e riscoperta di sé stessi perché c'è l'avventura, la bellezza di una natura che ti lascia senza fiato e ci sei tu che cammini verso Santiago". In solitaria Tonino ha percorso le varie tappe, ha toccato la Cruz de Hierro "dove si lascia un sasso, un simbolo per scaricare le fatiche, i pensieri e poi ripartire". Ripartire per andare verso la Plaza del Obradoiro, la tappa finale, la meta dove si incontrano tutti i pellegrini che hanno percorso vari cammini fino ad arrivare al cospetto di questa immensa cattedrale. "Mi sono disteso a terra in Plaza del Obradoiro e credo di averla ammirata per un'ora. Era l'emozione, in quella piazza si respira un'aria carica di sensazioni di chi come dire ce l'ha fatta, è arrivato alla meta dove lo attende l'apostolo Giacomo che si può abbracciare grazie a una scala fissata vicino".
Trentaquattro giorni di pellegrinaggio, dall'11 agosto al 16 settembre conclusi con l'abbraccio del Santo. "E' un'esperienza unica che va al di là della fatica, della barba incolta o della stanchezza. Quando sono ritornato avevo solo un pensiero in testa: volevo ritornare a Santiago".
Un pensiero che è diventato realtà concreta. Domani, sabato 28 marzo, Tonino Intini partirà con la giovane figlia Arianna per Santiago de Compostole -questa volta scegliendo però il cammino portoghese, leggermente più corto, dodici giorni di viaggio partendo da Porto. "Sarà una nuova avventura, una nuova scoperta questa volta ancora più bella perché a fianco di mia figlia".
Video a cura di Marco Bizzotto






