SPACCIO – Sballo alla brianzola: mobili in cambio di coca

mercoledì, 14 gennaio 2015

CANTÙ - Sarà anche un luogo comune, ma qualche verità nelle descrizioni macchiettistiche del rapporto tra i canturini e i mobili c'è. Perfino nella cronaca nera: adesso questo rapporto quasi simbiotico emerge da un'indagine che ha portato all'arresto di 14 spacciatori marocchini.
Pusher di cocaina, mica di camerette...

QUESTURA CS ARRESTI SPEED

I dettagli curiosi sono saltati fuori durante l'illustrazione degli esiti dell'operazione "Speed 2" condotta dalla Questura di Lecco - che ha visto come detto l'esecuzione di numerosi ordini di custodia cautelare per un giro di droga che coinvolgeva oltre alla provincia lecchese anche quelle di Como e Monza Brianza: il dirigente della Squadra Mobile di Lecco Marco Cadeddu ha infatto descritto alcuni particolari del blitz contro lo spaccio in atto prevalentemente lungo la SS36 ma pure nelle zone del Canturino e del Marianese. Tra gli scenari più imprevedibili descritti anche questo: "Alcuni clienti pagavano anziché in contati mediante baratti , cedendo biciclette, ad esempio, ma addirittura appunto pagando con pezzi di mobilia, dati in cambio della cocaina". Al cronista scatta spontanea la domanda (quella da "luogo comune"...): "Non è che per caso questa cosa dei mobili avvenisse in Brianza?". E tra qualche colpo di tosse e ammicco la risposta è proprio un "Ebbene sì" che spiega tutto.

A lato delle curiosità locali, ecco l'identikit dei "consumatori medi" tra le centinaia che venivano riforniti dalla gang smascherata dalla Polizia: imprenditori, commercianti e qualche disoccupato, tra i 30 e i 45 anni - pur se non mancavano ultracinquantenni e alcuni giovani sui vent'anni. C’erano i clienti che acquistavano droga “per far serata”, e quelli che la assumevano in solitudine. Un 60enne ad esempio aveva problemi di sonno e sniffava per poter stare sveglio a leggere.

S. T.

 

 

 

 

 

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