SICUREZZA – “I gruppi di WhatsApp? Meglio un buon antifurto”

sabato, 19 novembre 2016

cantu-via-saffiCANTÙ– Una sensazione di paura diffusa, dilagante, un tormento senza nome che sembra attanagliare, con diversi gradi di severità, una buona parte dei residenti di Cantù e delle sue zone più periferiche. I furti e le ruberie sembrano moltiplicarsi con allarmante regolarità, e nelle ultime settimane, oltre a via Saffi – dove un ladro, sorpreso su un balcone, avrebbe addirittura estratto una pistola – sono state prese di mira anche via Michelangelo, via San Francesco D’Assisi e vicolo Giorgione.

“Il cortile è poco illuminato, i ladri si sono arrampicati con una disinvoltura davvero sorprendente – afferma una signora residente in vicolo Giorgione; - fortunatamente il colpo è fallito, ma poco più in là, nei dintorni del centro commerciale di Mirabello, alcuni ladri sono riusciti a introdursi in un’abitazione e a sottrarre diversi oggetti di valore. Il problema dei furti, nelle zone periferiche, si potrebbe senz’altro risolvere con un adeguato potenziamento del sistema d’illuminazione, che da queste parti è davvero carente, poco efficace”.

cantu-via-saffi-2Nonostante la recente proliferazione di gruppi WhatsApp dedicati alle segnalazioni di furti o di persone sospette, peraltro, una parte dei canturini preferisce ricorrere a sistemi più tradizionali, a metodi già testati e di sicura efficacia.

“I gruppi WhatsApp rappresentano senz’altro uno strumento di estrema utilità, possono servire a fluidificare lo scambio di informazioni tra vicini, tra parenti o amici. Ma quando si parla di ladri, la soluzione migliore è rappresentata da un buon antifurto, su questo non v’è alcun dubbio”, ha affermato (con convinzione) un giovane canturino.

La maggior parte della cittadinanza non sembra aver prestato fede nemmeno ai proclami magniloquenti di alcuni esponenti politici, i quali, pochi giorni fa, hanno addirittura invocato l’intervento “dei militari”. Tali misure sono state definite da molti “esagerate, eccessive”, e buona parte dei canturini, in ultima analisi, sembrerebbe propendere per uno sforzo di volontà da parte delle istituzioni locali, che potrebbero intervenire concretamente con una riorganizzazione dei turni di sorveglianza e con un generale miglioramento degli impianti d’illuminazione - in particolare nelle zone periferiche.

R. I.

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