RHO (MILANO) - Si sono aperte le porte della 54 edizione del Salone del Mobile anche per le aziende canturine. A poche settimane da
ll'inizio di Expo, nella giornata di martedì 14 aprile, il Salone ha anticipato il lungo semestre che vede il capoluogo lombardo, Milano, e la Brianza protagoniste della scena mondiale. Il made in Cantù, le eccellenze dell'arredo e della lavorazione del legno, hanno catturato l'attenzione di curiosi e compratori estasiati al cospetto del maestoso tavolo firmato Riva1920. La passione e l'estro dell'azienda canturina di via Milano si è tradotta in 3,56 metri di tavolo Kauri, il pregiato legno proveniente dalla Nuova Zelanda, lavorato e riempito con la resina creando un gioco di luci e un effetto vetro che ha ammaliato i visitatori.
Cinquecento già a mezzogiorno, per questo Maurizio Riva si dice "soddisfatto di questa come delle precedenti edizioni del Salone del Mobile che come ogni anno ci permettono di farci conoscere sulla scena nazionale e internazionale". Accanto al Kauri, il tavolo lego noce riempito tra i tasselli sempre con la resina. Due splendide creazione firmate Riva1920.
Presente anche l'azienda made in Cantù "Fratelli Cattaneo". Tratto distintivo è la lavorazione della pelle di toro che se in passato vedeva diversi competitors oggi invece vede l'azienda canturina unica tra molte lavorare questo materiale. "Il termometro di questi giorni segna freddo - spiega Marco Cattaneo - tanti i curiosi pochi i concreti. Per tracciare le fila di questo Salone bisogna comunque aspettare fino a luglio, tra ordini confermati e rimandati". Con 25 anni alle spalle di Salone, Cattaneo è diventato un nome anche nel mondo asiatico con cui parla e intrattiene rapporti lavorativi.
I padiglioni ci portano dai colossi del design e dall'arredo Edra, Lago, Poltrona Frau
distillati di sapienza a cui tiene testa l'azienda Emmemobili. "Quattro generazioni si sono affacciate in questa azienda che oggi come allora si vuole distinguere nel panorama nazionale e internazionale per estro e ricerca creativa coniugata alla qualità dei materiali - spiega Maurizio Rainoldi - il Salone è una buona occasione per riconfermare vecchi rapporti e crearne di nuovi".
Silvia Rigamonti
Foto, Erika Fidanza






