CONSIGLIO – La maggioranza vota contro il proprio sindaco sulla Pro Cantù

giovedì, 16 aprile 2015

DI STEFANO.jpg1CANTÙ - Alla fine il dialogo tra le parti c'è stato. Forse in ritardo il sindaco Claudio Bizzozero ha affrontato faccia a faccia il presidente della Pro Cantù. Le visioni sono rimaste le stesse per ambo le parti, non che ci fossero dubbi su possibili e richieste retromarce al sindaco. E' una questione di debiti e statuto per il primo cittadino, che chiede conto di 8.000 euro e del tacito diniego che vale una casta.

E' una questione di mettersi al servizio per la propria città a dispetto del colore politico dell'amministrazione in carica per Di Stefano e il Cda della Pro Cantù, unito anche ieri sera in sala convegni per il consiglio comunale dedicato a loro.

E' una questione di imbarazzo per Alessandro Brianza, il capo gruppo Lega Nord che mai vorrebbe vestire in questa situazione i panni del vicesindaco e assessore alla Cultura Francesco Pavesi e di chi in questo tempo tra le file della maggioranza si è schierato contro il sindaco. "La Lega è vicina alla Pro Cantù, al presidente Pasquale Di Stefano e a tutti i volontari che per un capriccio del primo cittadino sono stati sfrattati- afferma in un breve intervento Brianza. "Di Stefano ha solo un peccato originale quello di aver votato Bizzozero in campagna elettorale -ironizza il capogruppo - d'altronde tanti sono i canturini pentiti di questa scelta".

"Tutta questa querelle ha del grottesco, accusare e inveire contro un'associazione che dà lustro alla città è nelle corde di questo sindaco. Solo poco tempo fa accusava e veniva poi smentito da Radio Cantù, accusava il Tennis Club e poi i suoi strali si sono diretti contro la Pro Cantù. Ma forse ora comprendo il disegno di Bizzozero che risale a ormai più di un anno fa quando in un consiglio comunale il sindaco disse che voleva trasformare Qualità Cantù in un ente di promozione del territorio, ma oggi capisco - chiude Brianza - il disegno era di eliminare ciò che propriamente contraddistingue la Pro Cantù, il valore di promozione turistica e culturale della città, per attribuirlo a un ente amico del sindaco".

E' una questione di romanticismo per Edgardo Arosio, consigliere di minoranza che in una concisa arringa spiega la propria visione dei fatti. "Nelle parole del sindaco ho visto poco romanticismo per questa città e la sua associazione. Ho visto solo accanimento".

andrea terraneoPiù passionale il discorso tenuto da Andrea Terraneo che chiede solo "di essere un volontario al servizio della città e della Pro Cantù".

"La situazione avvelenata che si è andata creando può aver fatto dubitare della nostra volontà ma noi - spiega Terraneo - siamo solo 50 ragazzi che hanno tempo, voglia e idee per rilanciare la nostra città. Amiamo come voi Cantù e quando ci siamo guardati in faccia per chiederci cosa fare (creare una nuova associazione o aderire a una già esistente?), in quel momento abbiamo pensato a voi, alla Pro Cantù che nel tempo ci ha insegnato a riscoprire le nostre radici e oggi noi vogliamo continuare con loro questi progetti, vogliamo creare eventi e perchè no dare anche nuove idee. Abbiamo tempo e voglia di fare, proprio la stesse voglia che voi manifestate quando chiedete "lasciateci lavorare". Noi vogliamo lavorare con voi senza "fare le scarpe" a nessuno, non siamo il cavallo di Troia di questa amministrazione: siamo dei volontari".

Il presidente Di Stefano spiega che sono già stati accettati i 50 nuovi soci e la tessera, visto il numero di nuovi iscritti e qualche ritardo burocratico, sarà consegnata durante "la festa del socio" - una giornata dedicata ai nuovi iscritti.

Il dialogo sembra concluso ma basta poco per riaccendere la miccia delle urla assopite e delle obiezioni al sindaco che si sono adagiate su questi toni più civili. "Presentiamo una mozione per chiedere agli uffici competenti di sospendere lo sfratto" chiede Pagani, capogruppo Pd. Questo basta a scatenare le ire del sindaco che urla "non avete il diritto di chiedere o attuare certe richieste, queste spettano agli uffici competenti". Pagani risponde "e lei non aveva il diritto di firmare due lettere per sfrattare e chiedere dei debiti all'associazione. E' stato un abuso di potere e queste sono le madri della diatriba firmate dalla sua mano". In sala si scatena ancora una volta la polemica. "Non donate il gettone presenza alla Pro Cantù - afferma Bizzozero in risposta a un'idea avanzata da Arosio - sarebbe ingiusto nei confronti delle altre associazioni".

Intanto la mozione di richiesta per sospendere l'iter di sfratto passa ai voti: 20 sì su 20, richiesta accolta da tutti. Questa volta la maggioranza è stata compatta contro il suo sindaco.

 

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