PRO CANTU’ – Il sindaco dà avvio allo sfratto, l’associazione risponde

venerdì, 20 marzo 2015

CANTÙ – Aveva promesso  provvedimenti ed eccoli arrivare puntuali. La giunta Bizzozero nella veste del dirigente Mario Iorio e del funzionario Matteo Canali, ha firmato in data 10 marzo il procedimento di decadenza della convenzione relativa alla concessione in uso alla Pro Cantù della porzione di immobile comunale posto in via Matteotti 39, ovvero dà avvio al procedimento volto allo sfratto. "In 15 anni di mia presenza alla Pro Cantù non era mai successa una cosa simile". A parlare è Mauro Tagliabue ex presidente dell'associazione benemerita e oggi consigliere che ha scelto di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, rispondendo a quelle che per lui "sono dichiarazioni urlate da un sindaco che si arroga il diritto di parlare a nome di un'intera città, ma sono sicuro che non tutti la pensino come lui".

"Dal 1905 si sono succeduti diversi governi alla guida della società, ma mai in 110 anni di storia si è verificato un fatto simile. Noi siamo un'associazione apolitica e vogliamo rivendicare questa nostra connotazione agli occhi di chi ci ha definito un gruppo di politicizzanti - prosegue Tagliabue che richiama alla memoria alcuni fatti esplicativi - era il 2008 quando Paolo Sala, eletto consigliere comunale, su invito dell'allora consigliere di minoranza Claudio Bizzozero si dimise da presidente dell'associazione e subentrai io".

"Più che apolitica si potrebbe dire che la Pro Loco canturina è prepolitica, ovvero persegue la promozione delle bellezze della nostra città gratuitamente, portando a chiederci chi siamo - prosegue - E siamo la Giubiana, i Remigini, la via del metallo, siamo un popolo che riscopre la sua identità durante il Millenario della basilica di Galliano o ancora nei percorsi sotterranei della Cantù da scoprire, iniziative che abbiamo sempre curato e promosso gratuitamente al di là della bandiera politica di ciascun membro".

Forse questa identità, l'orgoglio prepolitico di sentirsi canturini va riconosciuto al presidente Pasquale Di Stefano, ai suoi predecessori e ai suoi consiglieri oggi sfrattati perché accusati di non perseguire attività di interesse collettivo, "o meglio questa la scusa per mandarci via che forse stride con la Carta dei Principi di Lavori In Corso." "Non siamo una casta, anzi il nostro consiglio è formato per buona parte dai presidente di altre associazioni canturine con cui collaboriamo - prosegue Tagliabue- c'è Renata Casartelli, presidente del Comitato per la promozione del merletto c'è Gianpaolo Radice, presidente dell'associazione filatelica, Flavio Spinelli, del benemerito CC Canturino o ancora Gian Enrico Azzini, de gli "Amici del presepio". Direi che non siamo una casta chiusa, né tanto meno un gruppo di politicizzanti".

Accettati i 50 nuovi soci, tra cui si conta una forte presenza dei rugiadini, la "casta" ora li attende in sede per consegnar loro la tessera. "Accettiamo chiunque sposi il nostro intento : la promozione gratuita della nostra città".

Per quanto riguarda le utenze l'associazione che nei tre anni di carica della giunta Bizzozero ha ricevuto un contributo pari a 2.400 euro, quando la Giubiana ogni anno costa più di 4000 euro, ha dimostrato la sua buona volontà pagando un primo bollettino di poco meno di 2.000 euro. "Chiediamo di poter dilazionare il pagamento in qualche rata - prosegue l'ex presidente che ammette - ci sarebbe piaciuto poter collaborare con questa amministrazione anche in occasione di Expo, diventando un centro informazioni per i turisti ma hanno preferito sfrattarci".

Ecco la lettera recapitata alla Pro Cantù:

sfratto pro cantù

 

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