POST PARTITA – Pancotto: ‘Vi spiego perché tre quintetti’. Messina: ‘Cantù crescerà’

mercoledì, 2 settembre 2020

DESIO - Con ben sei giocatori in doppia cifra, l’Olimpia Milano si impone al PalaDesio 102-62 nella terza gara del Girone A di Eurosport Supercoppa 2020. All’Acqua S.Bernardo non riesce l’impresa, rimandando, per il momento, il primo successo stagionale. Di seguito i commenti post partita dei due allenatori:

COACH ETTORE MESSINA, MILANO

Abbiamo disputato un’altra buona partita e, cosa importante, siamo riusciti a dare un turno di riposo anche a chi gioca sempre. Il nostro atletismo e la nostra intensità difensiva ci permettono, tra le tante cose, di fare bene anche in attacco, riuscendo a passarci molto bene il pallone.

Cantù è una formazione giovane che, tuttavia, sotto la guida di coach Cesare Pancotto crescerà sicuramente, come ha saputo fare, peraltro molto bene, con la squadra dello scorso anno. Ma Cantù, a mio parere, non può essere giudicata dopo la gara di questa sera; noi, infatti, siamo molto più avanti nella condizione, oltre a essere più forti.

COACH CESARE PANCOTTO, CANTÙ

Provare tre quintetti diversi in una partita come questa ha un significato ben preciso. Anzitutto, era mia intenzione far sentire la fiducia a ogni giocatore; secondo, volevo far sentire loro la responsabilità, sia di stare in panchina sia di scendere in quintetto. È stato, inoltre, un premio al sacrificio che ci stiamo mettendo in queste settimane di preparazione. Non di minore importanza, l’intento era anche quello di gestire i tempi di recupero e riposo alla squadra, visto che ogni due giorni si gioca una partita ufficiale.

In questo momento non siamo ancora pronti all’aggressività e alla difesa molto fisica di Milano. Nel corso della gara ho cercato di far concentrare i miei giocatori non tanto sul risultato quanto sul gioco. Dico questo perché stiamo formando ancora il nostro carattere, la capacità di reagire ad avversarie e a svantaggi come quelli di questa sera.

È uno step che dobbiamo fare tutti insieme e di lavoro da fare ce n'è ancora molto, soprattutto in difesa, ne siamo consapevoli. Abbiamo bisogno di un’aggressività e di una consapevolezza differente. Non possiamo permetterci di vivere fasi della partita come nel terzo quarto di oggi, incapaci di aggredire e difendere come invece dovremmo. Chi, come noi, ha un obiettivo da raggiungere a fine stagione, deve lottare e partire dalla difesa sin da subito.

 

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