POLVERI SOTTILI – È allarme. Ambientalisti: “Anche questo è un problema sanitario”

venerdì, 13 novembre 2020

COMO – È ancora allarme polveri sottili nell’aria. E ancora una volta le Istituzioni, Governo, Regioni e Comuni, non fanno nulla. Ieri a Como la centralina Arpa ha misurato ben 74 microgrammi/mc di PM10 - pertanto ben oltre il limite di legge di 50 microgrammi - e addirittura 60 del più pericoloso PM 2,5, con un indice di qualità dell’aria definito “Molto scarso” (sempre ieri il PM 10 a Erba era a 71, a Cantù 69).

"Il problema - interviene Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” - è generalizzato su tutta la Pianura Padana ma questo non può essere una scusante per le istituzioni che, ancora una volta, non si muovono. Al contrario Regione Lombardia nelle scorse settimane ha prorogato fino a inizio 2021 la deroga alla circolazione dei diesel euro 4, andando quindi contro qualsiasi logica".

"Altrettanto grave - prosegue l'associazione ambientalista - l’impasse istituzionale a livello nazionale. Proprio a inizio mese la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per aver “sistematicamente e persistentemente” violato le norme sull’inquinamento atmosferico, proprio per le polveri sottili! Una situazione che va avanti da decenni. Ovvero lo Stato italiano, coi vari Ministri dell’Ambiente che si sono succeduti, non ha fatto abbastanza (oseremmo dire che hanno fatto poco o nulla) per risolvere il problema dell’inquinamento dell’aria nella parti più inquinate del Paese, che sono anzitutto la Lombardia e la Pianura Padana".

"Secondo noi le Istituzioni, Regione in testa e poi i Comuni del territorio, devono da subito mettere in campo provvedimenti seri e duraturi per disinquinare l’aria. È giusto che in questa difficile fase che stiamo vivendo la priorità di azione debba essere dedicata all’allarme virus, ma anche la questione smog è un problema di ordine sanitario che rischia di interessare la parte più debole della popolazione, gli anziani e chi soffre di patologie respiratorie".

"Per questo il nostro, ennesimo, appello alle Istituzioni: si prendano provvedimenti per limitare il traffico nei centri urbani, riscaldamenti a meno di 19°C per gli edifici pubblici e privati. Ma soprattutto chiediamo di ripensare l’intera mobilità nelle città. E poi incentivare l'uso di fonti energetiche pulite, passando dai combustibili fossili alle rinnovabili: fotovoltaico e solare termico, pompe di calore, ecc.. Solo così si riuscirà a migliorare la qualità dell'aria del nostro territorio".

 

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