CANTÙ - Dietro le dimissioni, annunciate da almeno 10 giorni, del consigliere comunale con delega alla Sanità, Michele Ramella, ci sarebbero tante motivazioni. Più politiche che personali. La prima è sicuramente legata al sindaco Claudio Bizzozero "troppo istintivo e mal consigliato, perché circondato da persone poche sincere", afferma Ramella. In molti sono a conoscenza di questa motivazione espressa per mezzo stampa dallo stesso Ramella. In pochi conoscono invece i retroscena che hanno spinto il medico psichiatra a lasciare Lavori In Corso.
Dietro questa scelta politica c'è un rimprovero al sindaco per la questione "fannulloni", "anacronistica per il solo fatto che etichetta persone con notevole anzianità di servizio, e fattore ben più grave, con patologie psicorganiche, mettendo in atto comportamenti al limite del mobbing, anche nei confronti di alcuni soggetti che ci hanno persino sostenuto in campagna elettorale".
Ci sono i dubbi per l'annosa questione "Moschea" che vede un sindaco prendere le distanze dalle scelte della sua stessa maggioranza e dirsi "pronto a firmare per primo un referendum, (con vizi di forma nella proposta formulata della Lega), e che probabilmente, proprio ora che è stato giudicato inammissibile, si dice intenzionato a riproporlo (non si sa a quale pro)".
Tocca la questione Elezioni provinciali l'ex Lic, dove l'amministrazione si è dimostrata più politica che civica, per poi passare alle questioni Abaco e Tassa Rifiuti, gestite a suo dire nel peggiore dei modi facendo apparire il sindaco e la lista civica come "sanzionatori che desideravano unicamente fare cassa a tutti i costi". Puntualizza sul nuovo Piano del Traffico, "a mio giudizio troppo complesso e senza valide alternative, come posteggi agibili e comodi nel centro, finalizzati a garantire una adeguata pedonalizzazione".
E infine sferra il colpo di grazia contro questa amministrazione : "La questione “partecipazione”, cavallo di battaglia della nostra campagna elettorale: in effetti mi sono sentito di essere parte poco gradita di questa coalizione, nell’unica iniziativa che ho proposto nel mio mandato elettorale; la serata sanitaria dedicata all’ospedale di Cantù, per la quale era stato persino programmato un Consiglio Comunale aperto. Ebbene, in quella serata, oltre a non essere stati presenti tutti i Consiglieri Comunali di Lic, (vistose le assenza di Cantù Rugiada), e neppure gli Assessori, non ho neppure riscontrato fra il pubblico nessun nostro simpatizzante". Declinata in ambito regionale e provinciale la "partecipazione" urlata dal sindaco che ha portato l'amministrazione ha un forzato isolamento politico e un vistoso allontanamento dalle istituzioni quali Regione e Provincia, "dalle quali non avendo saputo costruire alcuna rete relazionale, non si attiveranno certo per sostenerci".
Conclude la lettera l'ex Lic Ramella chiedendo la restituzione delle chiavi della sede di via Daverio 19 entro il 31 marzo 2015.






