PIAZZALE CAI – Pronto il nuovo capolinea del bus, ma non è a norma

martedì, 7 giugno 2016

Salvagente piazzale CaiCANTÙ - Mancano solo due giorni al 9 giugno, data che segnerà l'apertura del nuovo capolinea degli autobus in piazzale Cai, fortemente voluto dall’attuale amministrazione comunale per liberare il più possibile il centro dagli ingorghi di piazza Parini, oltre che per garantire maggiore sicurezza agli utenti dei bus.

Eppure, qualcosa sembra non tornare nei lavori messi a punto nell’ampio parcheggio di via Manzoni, poiché i salvagente (ossia i marciapiedi dove il cittadino può attendere in sicurezza il pullman) non sembrano essere stati realizzati a norma, senza rispettare le normative in merito alla disabilità.

Come infatti alcuni cittadini hanno rilevato, i salvagente dovrebbero essere larghi almeno 240 centimentri, per consentire la rotazione a 360° di una carrozzina, anche elettrica; i marciapiedi in questione, invece, sono larghi meno di 150 centimetri e, considerando che un pullman non sosta più lontano di 20 centimetri dal salvagente (per garantire la sicurezza in salita e discesa agli utenti), se dovesse aprire la pedana (lunga 120 centimetri) per consentire l'accesso alla sedia a rotelle, questa sarebbe totalmente impossibilitata all’utilizzo, perché fisicamente non avrebbe spazio a sufficienza per salire frontalmente rimanendo sul marciapiede, troppo stretto, appunto.

Lavori piazzale CaiL’errore è oggettivamente grossolano, specie per un’opera che accoglierà centinaia e centinaia di persone tutti i giorni; inoltre, i salvagente dovrebbero essere dotati di protezioni e rilievi per i non vedenti, e proprio in queste ore alcuni operai stanno intervenendo sul primo e sull'ultimo salvagente, allargandoli. Tuttavia, tutti dovrebbero essere a norma e rimane il dubbio su come si potrà intervenire sugli altri, che materialmente non possono essere allargati per questione di spazio. Un errore, quindi, anche dispendioso per la comunità.

Un peccato se si pensa che a Cantù è stato adottato il Peba (Piano eliminazione barriere architettoniche), eppure non è la prima volta che vengono commesse sviste di questo genere, basti pensare all’installazione dei semavelox sui marciapiedi, che rendono difficile il passaggio delle carrozzine.

D.P.

 

 

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