NUOVO PIANELLA – Pronto fra due stagioni, Mauri: ‘Continuiamo a lavorare H24’

sabato, 23 luglio 2016

Presentazione Nuovo Pianella PalaGeraCANTÙ - La data è di quelle storiche, nel bene o nel male che verrà. Sì, anche nel male, perché purtroppo non è la prima volta che a Cantù viene presentato un progetto per il nuovo palazzetto dello sport, bensì la terza, partendo dal PalaBabele nei primissimi anni ’90 (non terminato e poi abbattuto) e proseguendo con il PalaTurra nel 2010 (prima pietra posata e null’altro).

Oggi, 23 luglio 2016, è il giorno del PalaGera, nome provvisorio dell’arena che sorgerà sull’area del Pianella: “Sono molto contenta di accogliervi – ha introdotto Irina Gerasimenko – e nonostante la pioggia c’è un buon motivo per essere qui. In 40 anni, al Pianella, tante persone sono passate e tanti destini si sono incrociati, purtroppo il tempo non ha pietà per nessuno e anche il Pianella non è più all’altezza degli standard richiesti al giorno d’oggi”.

A fare gli onori di casa è stata quindi la signora Gerasimenko, mentre Dmitry è arrivato a fine conferenza, quasi senza farsi notare, curiosando i rendering del progetto esposti sul parquet.

“Quando abbiamo virato verso la scelta di utilizzare l’area del Pianella, volevamo protocollare i progetti entro il 30 luglio – ha continuato il vice presidente Andrea Mauri –, l’abbiamo fatto ieri (22 luglio, ndr) con qualche giorno di anticipo. Adesso continueremo a lavorare 24 ore al giorno e voglio chiarire che se ci fossero intoppi, preferiamo avere un mese di ritardo piuttosto che accelerare e ritrovarci con due anni di stop, come già successo”.

A questo punto è quindi arrivata la parte più attesa della presentazione, di fronte anche ad un piccolo pubblico presente sugli spalti, e la parola è passata all’architetto Riccardo Cogliati, titolare dello studio Invecta di Cantù, che ha illustrato il presente e il futuro del palazzetto: “Il progetto di base era per via Giovanni XXIII – ha spiegato Cogliati – e quando abbiamo capito che il cuore dei tifosi è qui, a Cucciago, abbiamo fatto di tutto per identificare e adattare il progetto alle nuove esigenze. Il Pianella rimane nella sua struttura attuale, aggiungendo due ali laterali, un corpo centrale vetrato e il campo di allenamento, aumentando di circa 2000 metri quadrati l’area interna coperta”.

Nuovo Pianella PalageraIl lavoro che ha preceduto il progetto definitivo è durato circa un anno e mezzo, per riuscire a creare un’arena polivalente in grado di ospitare 5634 spettatori alle partite (quarto in Italia considerando le attuali squadre in Serie A) ma anche concerti ed eventi, oltre a 2900 posti a sedere per convention e congressi. Il tutto affiancato dal museo della Pall. Cantù, bar e ristoranti, spazi dedicati a famiglie e sportivi.

La nota dolente è rappresentata dalle tempistiche, i tempi tecnici non sono brevi e i permessi dovrebbero arrivare entro sei mesi, con l’obiettivo di cominciare i lavori a gennaio 2017 avendo però già iniziato in precedenza altre operazioni di smantellamento. Dopo di che, 11-13 mesi per la costruzione vera e propria della struttura, il che vorrebbe dire che i biancoblu tornerebbero a giocare a Cucciago tra due stagioni.

Ultimo aspetto non meno importante riguarda la questione viabilità-parcheggi, nodo cruciale per il comune di Cucciago: “Per quanto riguarda la viabilità c’è un progetto che ci è stato chiesto di supportare – ha detto Claudio Vassalo, di Tutti Insieme Cantù – e un primo intervento potrebbe essere sul cambio del senso di marcia in via Canova per permettere alle auto di defluire più facilmente. Sui parcheggi stiamo invece ragionando per individuare tre fasce di distanza dall’impianto, perché in base agli eventi c’è più o meno gente. C’è da lavorare ma abbiamo un piano stabilito e troveremo una soluzione con il comune di Cucciago”.

Il PalaGera è ora, sulla carta, ufficiale e ambizioso, e potrebbe essere l’arena polivalente più moderna della Lombardia. I prossimi sei mesi (la speranza è che siano meno) saranno fondamentali, e non resta che sperare che la burocrazia non sia troppo lenta e complessa.

Davide Porro

 

 

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