PALAZZETTO – In tribunale Turra solleva l’incompetenza territoriale

giovedì, 7 maggio 2015

CANTÙ - Tre anni fa il "matrimonio", in pompa magna nell'area di Corso Europa con il sindaco di allora, Tiziana Sala, a sancire il via ai lavori che avrebbero dovuto portare alla costruzione del palazzetto più bello della serie A. Giovedì l'idillio tra il Comune di Cantù e la Turra è approdato alla sezione civile del Tribunale di Como, finito anzitempo e pure male, in un divorzio in cui il Comune chiede alla società bresciana di rispondere del danno provocato alla città per la mancata costruzione della struttura sportiva. In ballo non c'è solo la fideiussione milionaria concessa al momento della stipula dell'apparto, ma anche milioni di euro che serviranno per mettere in sicurezza e garantire la bonifica dell'ex-grande cantiere di Corso Europa, che oggi si presenta come un enorme voragine.

A sorpresa di fronte al giudice si sono presentati anche i legali dell'azienda bresciana, che nelle scorse settimane non si erano costituiti in giudizio lasciando intendere di voler essere processati in contumacia. Vane le eccezioni procedurali contestate dall'avvocato Giuseppe Ferrari che rappresenta il Comune di Cantù, secondo il quale la costituzione di parte sarebbe stata tardiva e quindi inammissibile in questa fase del procedimento. Al contrario il giudice del Tribunale si è riservato di decidere sull'eccezione di competenza territoriale presentata dai legali dell'impresa bresciana, secondo i quali il luogo giusto per il processo sarebbe a Milano, di fronte al Tribunale delle Imprese.

La prossima udienza è fissata per martedì 9 giugno, giorno in cui il giudice si scioglierà sulla questione competenza territoriale mentre il 1 giugno è il termine ultimo fissato per la parti per presentare le memorie sull'argomento specifico.

 

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