CANTU’- Ha deciso di far causa alla Palasport Cantù SSD, ovvero la società della galassia Turra che avrebbe dovuto realizzare il nuovo palazzetto, il Comune di Cantù che in questi giorni ha formalmente dato mandato all’avvocato milanese Giuseppe Franco Ferrari, di rappresentarlo nella richiesta di accertamento della risoluzione del contratto di project financing e nella quantificazione del risarcimento danni. A decidere saranno i giudici del Tribunale di Como che si troveranno di fronte una questione da dirimere non certo semplice, come il megaprogetto che secondo l’originaria tabella di marcia si sarebbe dovuto concludere entro il 13 giugno 2013. Un moloch da 56 milioni di euro, con i suoi 7.300 posti a sedere e in aggiunta un multisala in grado di accogliere 1200 spettatori, una piscina al coperto con palestra per gli amanti del fitness e una cinquantina tra ristoranti, bar e negozi da realizzare nel compendio.
Realizzato grazie al project financing, ovvero grazie ai finanziamenti dei privati che per vent’anni avrebbero dovuto godere dei ricavi derivati dal suo funzionamento, il Palasport più bello di Lombardia è stato fermato dalla crisi. Che le cose non andassero bene lo si era capito già molto tempo fa, da quando il Gruppo Turra di Cazzago San Martino, in provincia di Brescia, aveva chiesto al Comune una proroga di 300 giorni per completare l’opera.
Gli operai al cantiere però non sono mai rientrati e quando aprile 2014, la Turra non solo non aveva rispettato i termini ma era anche impegnata in un concordato preventivo, il Comune aveva deciso di aspettare. L’ultima speranza sembrava affidata al subentro della Cmr Edile di Reggiolo, che sembrava interessata al cantiere ma poi nell’ottobre scorso ha deciso di passare la mano.






