OSPEDALE – Al Sant’Antonio di Cantù in aumento ricoveri e interventi

lunedì, 18 gennaio 2016

conferenza ospedale sant antonioCANTÙ - In occasione della festa di Sant’Antonio Abate la direzione dell’Ospedale di Cantù, da ormai dieci anni a lui intitolato, presenta il bilancio delle attività e introduce i nuovi progetti.

Il direttore generale Marco Onofri ha aperto la conferenza sottolineando i numerosi traguardi raggiunti. "Analizzando i risultati del lavoro svolto tra gennaio e novembre del 2014 si nota infatti che nello stesso arco temporale del 2015 i ricoveri sono cresciuti del 13% - spiega -. Questo è stato possibile perché durante lo scorso anno è stata spostata a Cantù l’attività chirurgica pediatrica dell’Otorinolaringoiatra e perché l’attività della Sala Operatoria ha avuto un incremento del 14% rispetto al 2014".

Anche il servizio di Pronto Soccorso risulta migliorato: infatti diminuiscono i “Codici minori” e aumentano i casi con codice rosso o giallo, segno del buon funzionamento della struttura. Un forte progresso si vede anche per quanto riguarda la Medicina Generale con un miglioramento del 35%.

Per questo nuovo anno si sta già lavorando all’ampliamento della struttura, che nell’edificio P ospiterà l’unità operativa di Riabilitazione Specialistica 2 “Paola Giancola”, trasferita dalla precedente sede di Mariano Comense.

Successivamente il dottor Bosio ha trattato il tema dell’inserimento della struttura sanitaria di Cantù nell’Asst Lariana. Questo nuovo ente permette l’unione dei servizi prima divisi tra ospedale e Asl per creare un’interazione tra struttura ospedaliera e territorio: ovvero per dare continuità di cura ai pazienti prima e dopo il ricovero. La comodità per i cittadini, grazie all’Asst, sta nel fare riferimento a un’unica struttura per differenti servizi.

FESTA CANTU - 3Di seguito si è discusso di una grande rivoluzione a livello sanitario: il progetto “Rianimazione aperta”. L’area dedicata alla terapia intensiva era in origine proibita ai visitatori, con il tempo si è arrivati a un accesso di poche ore al giorno solitamente dopo le attività riabilitative, quando il paziente appariva stanco e debilitato. Questo non faceva certo ben sperare i parenti che non avevano modo di notare i miglioramenti riferiti solo a parole dai medici. Il fatto più triste è che questi rigidi orari non venivano modificati nemmeno quando si trattava di un bambino o di un paziente in fin di vita.

Con il progetto “Rianimazione aperta” è possibile la presenza di un familiare 24 ore su 24. Per ora si tratta di un’attività in fase sperimentale che comprende 6 posti letto nel reparto diretto da Gianmario Monza. "Non è semplicemente un ampliamento degli orari di visita, bensì un nuovo tipo di terapia che allevia il disagio e il dolore del paziente e consente ai familiari di seguire realmente passo dopo passo i progressi".

“Rianimazione aperta” non deve però far pensare alla mancanza di regole: ai familiari dei pazienti viene fornito un opuscolo con le linee guida da seguire. Se la persona in cura è cosciente può decidere chi far entrare per la visita e può stabilirne la durata. L’accesso è permesso a un singolo visitatore per volta, lasciando passare un po’ di tempo tra i vari incontri.

Questo progetto richiede una formazione specifica e professionalità da parte dello staff medico, che deve saper interagire non solo con il paziente ma anche con la sua famiglia.

A sottolineare l’importanza dell’incontro la presenza di autorità militari e politiche tra cui: l’onorevole canturino Nicola Molteni, il sottosegretario regionale Alessandro Fermi e il sindaco Claudio Bizzozzero.

Clarissa Albini

 

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