OMICIDIO VOLPE – Il nipote assassino in carcere: “Ho fatto una sciocchezza”

martedì, 20 marzo 2018

CANTÙ – Una sciocchezza. Così l'ha chiamata Luca Volpe, l'uccisione del nonno paterno nella serata di venerdì. Ieri mattina l'assassino è stato interrogato in carcere, al Bassone di Como, dove sembra che abbia fatto alcune ammissioni, prima che il gip di Como Maria Luisa Lo Gatto convalidasse il suo fermo. Resterà in carcere.

L'autopsia sul cadavere di Giovanni Volpe, 78 anni, è stata disposta ieri dal sostituto procuratore Simona De Salvo, e già oggi quindi si potrebbe sapere in che modo è morto il pensionato sotto i colpi di coltello del nipote. Tre i fendenti sul corpo dell'uomo, tutti all'addome.

La ricostruzione dei fatti. L’aggressione sarebbe avvenuta al termine di una lite tra i due nel tardo pomeriggio di venerdì, sfociata poi in un delitto le cui cause sono ancora ignote agli inquirenti. Le divergenze, tra nonno e nipote, si trascinavano da tempo. Nel 2014, infatti, Luca Volpe era stato assolto dall’accusa di maltrattamenti verso Giovanni, dopo una denuncia della vittima: al ragazzo era stato intimato di allontanarsi dall’abitazione che divideva col nonno, che però aveva deciso di ritrattare.

Ma cosa succedeva in quella casa? Le accuse dell'anziano parlavano di violenze e minacce continue, al punto che l’uomo, secondo quanto dichiarato all’epoca, si chiudeva in camera per paura di ritorsioni.

Non solo. Perché Luca Volpe il 20 dicembre 2016 è stato condannato con rito abbreviato a 5 anni e 4 mesi di reclusione, in primo grado, per violenza sessuale e lesioni nei confronti di una donna, oltre che di evasione per essersi allontanato dagli arresti domiciliari. Ma nonostante ciò, il nonno lo ha sempre accettato in casa con lui.

Nell'appartamento di via Monte Palanzone, a Vighizzolo, i carabinieri hanno trovato tracce di droga. Potrebbe essere questa un'altra pista?

 

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