RELIGIONE – “Cantù ai canturini”: la moschea non si farà

venerdì, 13 febbraio 2015

CANTÙ – Svolta nella querelle politica, culturale e religiosa che vedeva maggioranza contro opposizione: la moschea a Cantù non si farà. A ostacolare la nascita del centro culturale islamico di via Milano la nuova legge regionale targata Lega che regola la pianificazione delle attrezzature per i servizi religiosi.

nicola molteni1"Grazie Maroni, grazie Regione Lombardia, grazie Lega" esclama l'onorevole Nicola Molteni, felice per la "Battaglia vinta" nel Comune di Cantù.

"Abbiamo restituito la città ai canturini, ponendo una pietra tombale sulla moschea di Cantù grazie alla nuova legge regionale e alle battaglie portate avanti dalla Lega Nord" dichiara trionfante l'onorevole canturino, da sempre impegnato per difendere gli interessi messi nero su bianco dalle 3.000 firme contro la moschea.

In base alla nuova legge, approvata il 27 gennaio scorso, l’edificio religioso deve essere isolato dagli altri edifici, video sorvegliato e con “un parcheggio pubblico in misura non inferiore al 200 per cento della superficie lorda di pavimento dell’edificio da destinare a luogo di culto”. Insomma dimentichiamoci gli scontri di civiltà, l'estremismo o il timore del terrorismo, la partita ora si gioca sulla questione parcheggi che renderà perlomeno difficile se non impossibile costruire un nuovo edificio religioso (chiese cattoliche, sinagoghe e quant'altro).

“E’ l’ennesima vittoria della Lega sull’amministrazione – dichiara soddisfatto il capo gruppo leghista, Alessandro Brianza – La moschea non si farà né oggi né domani, quando in maggioranza non siederà di certo il sindaco che con la questione moschea ha perso una grande fetta di elettorato. Parlano le 3000 firme raccolte da noi in estate, ma non ascoltate da Bizzozero. Per fortuna in Regione siede la Lega che tutela i lombardi e quindi i canturini”.

S. R.

 

 

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