MIGRANTI – Di Gregorio: “Lezione di umanità dalla giunta di Cucciago”

mercoledì, 27 maggio 2015

CANTÙ - "Il semplice fatto che dobbiamo discutere dell'arrivo di otto migranti nel canturino è segno del degrado culturale della nostra comunità". Sono parole lapidarie quelle scelte dal segretario del Partito Democratico, Filippo Di Gregorio per esprimere il punto di vista del partito sulla questione immigrati a Cucciago. "Nel circondario di Cantù la popolazione tocca i 50mila abitanti e ora noi dovremmo chiederci che impatto potrebbero avere otto profughi sulla comunità? - domanda sarcastico Di Gregorio - dovremmo invece riconoscere il merito agli amministratori di Cucciago per aver dimostrato a tutti di avere ancora una grande dignità umana".

E umanità è la parola perno del discorso del segretario del partito che non vede in questi immigrati dei delinquenti ma vede delle persone che chiedono aiuto. "Se la Lega vuole costruirci sopra la sua prossima campagna elettorale faccia pure. D'altronde è da vent'anni che butta addosso alla comunità questi temi ben conditi per non affrontare i reali problemi". Duro è l'affondo che Di Gregorio rivolge al Carroccio nazionale e canturino reo di voler trovare nei profughi il capro espiatorio per ogni male sul nostro territorio, "come se la delinquenza prima del loro arrivo non fosse esista".

Il fulcro del discorso è chiaro: i profughi non sono criminali, ma persone in cerca di aiuto. Di Gregorio ci tiene però a sottolineare nuovamente come "discutere dell'impatto di otto profughi, un  numero esiguo, su una comunità del genere sia svilente".

 

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