CANTÙ - Sarà compito della Procura della Repubblica di Como stabilire con certezza cosa ha provocato la morte di Mauro “Maurone” Colombo, da venerdì scorso ricoverato all’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia dov’era giunto in ambulanza venerdì sera, dopo quel rocambolesco volo sulle lastre di granito di Piazza Garibaldi. Il magistrato di turno già l’altra sera aveva disposto l’autopsia sul suo corpo, un atto dovuto prima di riconsegnare la salma ai parenti per disporre poi i funerali. Spetterà all’anatomopatologo stabilire cosa ha provocato il repentino peggioramento delle sue condizioni.
Amici e parenti che erano andati all’ospedale a trovarlo subito dopo l’incidente lo descrivono dolorante ma cosciente, addirittura con la voglia di scherzare e sdrammatizzare l’accaduto, com’era nel suo stile. Tutto fino a lunedì pomeriggio quando improvvisamente Maurone si è sentito male, perdendo conoscenza, probabilmente a causa del distacco della milza. Da lì sarebbe scaturita la gravissima emorragia che l’ha portato alla morte, anche se a fare piena luce sull’accaduto dovranno essere i medici. Non solo, a loro spetterà anche stabilire se tutto ciò direttamente correlato al trauma subito venerdì sera, in quel volo da oltre tre metri di altezza che ha avuto per lui conseguenze così devastanti.
Al tifoso degli Eagles Cantù era stato in un primo tempo diagnosticato un trauma cranico commotivo, la frattura della mascella, fratture ad alcune costole e a un ginocchio. Addirittura lunedì mattina Maurone stesso aveva voluto telefonare a Radio Cantù per spiegare agli amici Magnan e ai compagni di tifo al Pianella che si sentiva meglio e soprattutto non si era fatto nulla al volto. Dal momento del ricovero non aveva subito operazioni, anzi era in attesa di un intervento al ginocchio che si sarebbe dovuto compiere nei prossimi giorni. Fino a lunedì sera insomma la sua milza non aveva destato preoccupazioni. L’autopsia servirà a mettere un punto fermo anche sull’efficacia delle cure ricevute fino a lunedì pomeriggio.
Al magistrato toccherà poi il compito più delicato, ovvero stabilire una volta dimostrata la correlazione tra la morte e l’incidente, se vi sono responsabilità di terze persone. A quanto sembra finora non è stata svolta una vera e propria inchiesta. Presente alla serata c’era una pattuglia della Polizia Municipale che però non ha assistito direttamente all’incidente, arrivando subito dopo in piazza Garibaldi e acquisendo comunque tutti gli elementi che potrebbero essere utili alla Procura nel prosieguo delle indagini.
Secondo la ricostruzione dei vigili Maurone sarebbe salito sulla benna della ruspa con almeno altre due persone, probabilmente con l’intento di mettere un gagliardetto dei Magnan e uno striscione di benvenuti al Carnevale sopra il palco dove di lì a poco si sarebbe esibita l’orchestra che ha accompagnato la festa. A causa di un movimento maldestro, Colombo sarebbe precipitato rovinosamente a terra, tanto che lui stesso poche ore dopo al Pronto Soccorso del Sant’Anna avrebbe raccontato ad alcuni amici di essere caduto perché aveva perso l’equilibrio. Uno sfortunato incidente che rischia di diventare qualcosa di più dopo la sua morte.
Di mezzo ci sono le eventuali responsabilità penali, che dovrà stabilire il magistrato, a carico di chi stava manovrando il mezzo e di chi avrebbe dovuto sovraintendere alla sicurezza della manifestazione, occorrerà stabilire se nessuno ha messo in atto o favorito comportamenti che avrebbero potuto configurare una situazione di pericolo prevedibile. A parte c’è poi la responsabilità civile.
Un quadro che potrà essere chiarito solo nei prossimi giorni, quando una volta noto l’esito dell’autopsia la Procura di Como deciderà se iscrivere qualcuno nel registro degli indagati.
C. B.






