COLOMBO – Come vent’anni fa per Caimi, lo sport deve fermarsi

lunedì, 23 febbraio 2015

CANTÙ - "Questa sera non gioca nessuno". Era il 10 luglio del 1995, vent'anni fa, e a dirlo senza mezze misure, con la certezza di chi sa di avere ragione, era Maurone Colombo, sul campo da basket allora d'asfalto di Fecchio, dove quella maledetta sera per lo sport canturino sarebbe dovuta scendere in campo la squadra dei tifosi canturini nel torneo della località che muoveva i primi passi.

Allora Cantu' piangeva Pierantonio "Toto" Caimi, nazionale italiano di sci nautico, morto a 23 anni sul ramo lecchese del lago di Como in un terribile incidente di gara. Maurone non aveva dubbi: lo sport doveva fermarsi. E così fu, per quel bel ragazzo a cui fu in seguito dedicato il centro sportivo di Vighizzolo. Vent'anni dopo tocca a Maurone essere degnamente ricordato.

 

 

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