MASSIMILIANO PORRO – “Il Luini che non si rassegna al requiem…”

lunedì, 22 dicembre 2014

Quarant'anni... e non sentirli: 1975–2015 e badate bene, non è un epitaffio. Quattro decenni di passione per l'educazione, l'arte, la formazione umana e didattica dei ragazzi. Il Liceo Artistico Bernardino Luini, a Cantù, nonostante le voci di requiem c'è ancora e fa sentire in modo forte la sua voce.

Oggi il liceo, a dispetto di quanti (politicanti e cittadini) pensavano fino all'altro giorno (se ne farà riferimento alla fine di questo articolo), è posizionato lassù, in cima alla cosiddetta “Collina del Sapere”, un tempo sede del prestigioso Collegio De Amicis che, dopo una lunga e lenta agonia, non c'è più. Si ricordi il canto del cigno del liceo scientifico dello scorso anno.

Tanti, in effetti, sono stati i cambiamenti negli ultimi tempi ma, in barba alle difficoltà economiche e logistiche, alla inadeguatezza e alla strumentalizzazione della politica cittadina, alla volontà di sfruttamento edilizio perpetrato da molti, il Liceo Artistico ha continuato la sua attività. E lo ha fatto sempre con un entusiasmo giustificato dalla volontà di essere Unici.

Unici perché i ragazzi sono sempre stati accompagnati nella crescita culturale e personale. Unici perché gli studenti non sono mai nomi in ordine alfabetico sul registro o numeri di un elenco ma protagonisti del Fare la scuola. Unici perché l'attenzione alle problematiche degli adolescenti, sempre più gravi oggigiorno, è un fondamento dell'essere docenti al Luini. Ed infine Unici perché, spesso e volentieri, il sapere si è unito al fare.

Il B. Luini, un marchio di garanzia di una piccola realtà, con un cuore che pulsa in un'offerta formativa senza troppi fronzoli, con la solida capacità di aprirsi al territorio con visite d'istruzione, mostre e collaborazioni con istituzioni o presidi ospedalieri.

Un'offerta formativa che ora si vuole ampliare, proponendo la possibilità di seguire un inedito indirizzo per il prossimo anno scolastico. Questo percorso sarà incentrato infatti sulla Biorchitettura, declinata adeguatamente nelle singole discipline di insegnamento.

Il rapporto tra uomo e ambiente, lo studio dei materiali ecosostenibili, le tecnologie più moderne saranno i cardini per costruire un avvenire non solo edilizio ma anche in armonia ed equilibrio con la natura. Sono ormai problematiche con cui confrontarsi ogni giorno ed è necessario formare ragazzi con una nuova coscienza critica e professionale anche nei confronti del mondo nel quale abitano.
Questa è stata la proposta del recente Open Day svoltosi il 13 dicembre e che sarà replicato il prossimo 17 gennaio 2015. Una proposta che è il grido di chi non vuole saperne di smettere di puntare sui giovani e sulle loro qualità.

La situazione, come si è detto, non è semplice ma non si vuole mollare la presa: la scuola c'è, non si abbandona la speranza di essere ancora per le future generazioni un faro importante. E, in tutto questo “bailamme”, è tanta l'amarezza scoprendo che, nelle discussioni sul possibile sfruttamento della famosa collina, mai si siano menzionate le parole scuola e liceo artistico B. Luini, mai un accenno al fatto che l'attività didattica stia continuando. Soltanto proposte di progetti e grandi opere quantomeno di difficile realizzazione.

Un appunto finale: sembra che nessuno o quasi sapesse dei cambiamenti accennati all'inizio di questo testo (liceo scientifico non più esistente, liceo artistico spostato) nella famosa riunione di martedì 9 dicembre appena passato. E che soprattutto non ci sia resi conto che la struttura di via Andina, chiusa per volontà della Curia milanese, sia in un miserrimo stato di abbandono totale da ben 18 mesi, leggi DICIOTTO mesi...

Cui prodest?

Massimiliano Porro

 

 

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