LIBERAZIONE – La cerimonia e le polemiche, con la contestazione

sabato, 25 aprile 2015

CANTÙ - Le celebrazioni per il 25 aprile iniziano presto, già alle 9.30 del mattino, quando la banda Giuseppe Verdi intona la marcia nel20150425_093249 piazzale, al cospetto del cimitero maggiore. Radunate tutte le forze politiche, a esclusione del Partito Democratico, la forze sociali, le associazioni e infine le scuole. Presenti alla celebrazione  dei 70 anni dalla Liberazione dal dominio nazifascista i comuni di Novedrate, Figino Serenza e Carimate che insieme al sindaco Claudio Bizzozero hanno ricordato questa importante pagina della nostra storia, spesso definita "la storia più bella".

Bella come la parola principe della canzone partigiana "Bella Ciao" che diventa il perfetto sottofondo durante la deposizione della corona al Monumento dell’Artigliere e alla Tomba dei Partigiani ed al Sacrario dei Caduti.

La funzione religiosa in memoria dei caduti e dispersi di tutte le guerre presso il Sacrario dei Caduti prelude al corteo che alle 10.30 porta le istituzioni e i cittadini a toccare piazza degli Alpini, dove viene deposta una corona in loro memoria, fino a giungere ovviamente al Monumento dei Caduti, via Roma, con deposizione della corona di alloro al monumento e omaggio musicale della banda.

unnamedE' piazza Garibaldi ad accogliere l'arrivo finale del lungo corteo che da viale Madonna si è snodato per le vie del centro scandito solo dalle note intonate dalla banda Giuseppe Verdi. Gli alunni della scuola media le Turati aprono il breve concerto tenuto dalle sezioni musicali delle scuole secondarie di primo grado. Segue il duro discorso del primo cittadino che chiede alla comunità di interrogarsi su cosa fosse davvero stata la Resistenza in Italia, "un movimento di pochissimi" esclama il sindaco dal palco di piazza Garibaldi.

I presenti non ci stanno e Marco Freri e Roberto Pontiggia inscenano una protesa.protesta piazza Breve vista la presenza nel cuore della città delle forze dell'ordine Carabinieri e Polzia Locale, subito quest'ultima intervenuta per placare gli animi. "Bizzozero sei un bugiardo" urla Pontiggia dalla folla. Gli insulti si fanno più pesanti e gli agenti della Polizia Locale intervengono per stabilire la calma. Qualche incomprensione, ma presto tutto si risolve in una battuta di Bizzozero: "Siamo in democrazia ognuno è libero di contestare nei termini previsti dalla legge".

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