CANTÙ - "Non mi ricandido come segretario della lista civica, lascio spazio ai volti nuovi". Da queste semplici parole parte la lunga digressione del rinunciatario segretario di Lavori In Corso, Vincenzo Latorraca primo fondatore della lista e ultimo militante sul palco del San Teodoro per il Congresso. "Lavori In Corso nasce quindici anni fa dopo un'analisi sconfortante del panorama politico, c'era l'esigenza sempre più sentita di riavvicinare la politica ai cittadini e c'era l'esigenza di restituire le scelte politiche alla comunità. Questi i valori fondanti, intoccabili e improcrastinabili che oggi come allora ci tengono coesi e ci spingono per passione e dedizione ad essere qui ancora oggi per confrontarci".
Confronto è la parola chiave del lungo discorso di Latorraca ma anche dell'intervento del leader Claudio Bizzozero e del consigliere Mimmo Arnaboldi che concordano nel dire "che all'interno del Lic si è sempre dato spazio al confronto, al dibattito a volte duro a volte forte ma sempre utile per crescere".
A volte il confronto ha portato alle dimissioni, come ricorda Latorraca. "Iniziamo questa avventura 15 anni fa come detto e poi proseguiamo nel tempo, ci battiamo per la comunità e nel 2012 le elezioni ci premiano". Ripercorre le tappe che hanno portato alla vittoria il movimento, nel 2000 nasce Lic, negli anni successivi il movimento diventa un ciclone che travolge la città e porta a riempire per una riunione il Parini. "E' il 2012 quando indosso la veste di assessore all'urbanistica, ai Trasporti, all'Ambiente e infine ai Lavori Pubblici, incarichi di grande importanza che ho svolto tentando di dare sempre un contributo in meglio alla comunità. Come amministrazione ci siamo ritrovati a dover fare in 20 mesi quello che non era stato fatto in 7 anni". Sono 20 i mesi che Latorracca passa in piazza Parini nelle veste di assessore poi le dimissioni dovute proprio a un confronto con la maggioranza.
"Non condividevo le modalità troppo dure e troppo forti delle realtà dove operavo volti più a demolire che a costruire. Non condividevo l'atteggiamento sprezzante e presuntuoso, il voler esprimere un pensiero anche attraverso i media che aveva eco di sentenze indiscutibili e molte volte superficiali. Manifestato il mio malessere, non essendoci più le condizioni per lavorare al meglio mi dimetto da assessore". Si risolve così il confronto in maggioranza, qualche pacca di solidarietà sulla spalla a Latorracca e le sue dimissioni firmate. "Non sono venuto meno al mio impegno politico ovviamente e accetto un nuovo importante incarico, segretario Lic. Un'esperienza che mi permette di dire oggi più che mai che le decisioni e l'indirizzo politico del movimento passano dall'assemblea. L'alveo delle scelte politiche è l'assemblea, partecipata e dove ognuno ha un peso per questo alziamo la voce quando qualcuno va contro questo principio. Anzi dirò di più da questi principi fondanti bisogna ripartire per proseguire nel nostro cammino amministrativo".
Non tralascia qualche stoccata al Pd e nemmeno forse al sindaco affermando con forza "che bisogna dialogare tra di noi e noi con l'esterno.Non possiamo pensare che da una parte ci siano i virtuosi e dall'altra i viziosi, questo porta a errori di giudizio. Cantù può diventare davvero importante nel panorama provinciale e non solo, ma questo è un progetto politico da seguire uniti insieme".






