CANTÙ - Aggredita da due delinquenti in scooter mentre stava tranquillamente camminando per via Longoni, una traversa poco trafficata di via Milano. Questa volta però la vittima di turno resiste all'assalto dei due malintenzionati, "salvando" dal furto la propria borsetta. A finire nel mirino dei landruncoli una mamma canturina che ancora scossa sceglie di raccontare l'accaduto "perché episodi simili non si ripetano più".
"Stavo camminando verso via Milano, pensando alle commissioni da sbrigare una volta raggiunto il centro città - racconta Renata Moscatelli - quando ho sentito un moto accendersi". Mai la signora avrebbe immaginato le intenzioni dei due ragazzi a bordo. Nemmeno quando hanno imboccato la via contromano, d'altronde "lo fanno spesso qua: è una via abbandonata e poco controllata, e le macchine e le moto non rispettano il senso di marcia".
Lo scooter, mano a mano ha rallentato la corsa mentre si è avvicinato alla signora che d'improvviso si è trovata fianco a fianco i due ladri. "Hanno tentato di strapparmi la borsa, con violenza, ma io ho resistito. Ho pensato alle foto dei miei bambini che tengo sul cellulare e ho tirato fuori gli artigli. Loro spingevano, per un attimo ho perso l'equilibrio ma sono rimasta in piedi". Un tira e molla in pieno giorno, erano le dieci di mercoledì 21 ottobre, all'altezza dell'ex bocciodromo di via Longoni, una strada dove i rumori sono coperti dal traffico di via Milano.
Ad avere la meglio per una volta è stata la sfortunata passante, visto che i due malviventi hanno deciso di mollare l'osso e spingere sull'accelleratore verso via Oberdan per far perdere le proprie tracce il prima possibile. A mani vuote. La borsa rotta ha riversato per terra tutto il contenuto poi raccolto dalla signora. "Al momento ho reagito, ma non appena i ladri hanno voltato l'angolo le mie gambe hanno iniziato a tremare - prosegue Moscatelli -. Sono andata al bar per un bere un bicchiere d'acqua e tentare di calmarmi. Perché tante volte avevo sentito di episodi simili accaduti sempre ad altri. Quando capita a te però è diverso, o meglio capisci cosa significa essere aggrediti e sentirsi insicuri".
"Probabilmente avessi avuto in mano un ombrello glielo avrei tirato addosso - racconta la signora, a cui certo non è manca la grinta - . Poi penso se la stessa situazione fosse capitata a una signora anziana. Forse sarebbe caduta, magari in malo modo. Per questo ho scelto di raccontare l'episodio perché tutti ne siano informati e magari ora più attenti".
Di certo la signora è più vigile e anche se non ha visto in volto i due ladri ricorda l'accento straniero e il colore dello scooter nero. "Adesso ho paura - ammette la donna, mamma di due bambini - . La mia famiglia mi è stata da subito vicino, mio marito soprattutto. Questa notte però non ho dormito, ho rivissuto il momento e davvero spero non capiti a nessuno".
S.R.






