COMO - Il professor Leonardo Russo mentore e figura di riferimento per i Radicali di Como si è spento lunedì a Modena nel suo viaggio di ritorno verso casa da Monteleone di Puglia, suo paese natale.
Federico Bazzi, candidato nelle lista dei Radicali alle elezioni Europee con Russo lo ricorda così: “Una cultura immensa e un persona semplice, brava, paziente, disponibile”. Gabriella Barbaro, Paola Caspani e Aldo Guffanti, che hanno svolto la funzione di segretario all’associazione Radicali Como esprimono tutto il loro cordoglio alla famiglia ed al partito. Guffanti:” Leonardo Russo è stato il presidente dell'associazione Radicali Como. Era una mente fervida, di grande cultura e memoria politica. La sua morte è un grande perdita per il movimento”. Caspani: “Una persona rigorosa nel ragionamento, il suo approccio al mondo politico non prevedeva compromessi. Una integrità morale che emanava dalle sue parole come dal suo comportamento. Per lui politica voleva dire scendere in piazza e parlare con le persone”.
Barbaro: “Sto pensando che potremmo cogliere l'occasione nel ricordarlo di chiederci come lui avrebbe analizzato la presenza dei 600 migranti accampati nei giardini della stazione di Como. Come Radicali potremo avere sensazioni e posizione differenti ma sul piano della legalità dovremmo essere uniti: Regolamento igienico sanitario comunale? Non osservato e nemmeno applicato dagli amministratori, leggi di sicurezza nazionale? Impronte digitali? Non lo sappiamo e credo che non le abbiano mai rilasciate.... Prove tecniche d'invasione appoggiate dai No Borders ? Credo di si!!!”
Alessandro Celuzza radicale iscritto al gruppo di Milano Enzo Tortora: “Incontrai il professore a un tavolo di raccolta firme a Cantù nel 2013”, Russo è sempre stato attivo a Como e a Cantù, e ha sempre sostenuto e combattuto sui temi legati ai diritti civili, cavallo di battaglia per tutto il movimento Radicale.
Giulio Andreotti: "Ho avuto il privilegio di essere suo amico. Insieme abbiamo condiviso anni di impegno civico a Cantù dove Russo è stata eletto consigliere comunale”.
Susanna Barilli, sua allieva al liceo scientifico Paolo Giovio, dove il professore insegnava lettere e filosofia ha un ricordo affettuoso. “Russo mancherà tanto, perché tanto ha dato, senza far troppo baccano. Il mio primo e più ricorrente pensiero su di lui è quello che segue. Nel primo tema di terza Liceo mi diede 5. Fu un colpo tremendo, per una che al biennio era abituata a una media dell'8. Russo m'insegnò, letteralmente mi costrinse a riscrivere. M'insegnò che il concetto non passa, se la forma non lo sostiene. Che tra scrivere e scrivere bene c'è un abisso e sono in pochi ad attraversarlo. Russo ha insegnato a me e a tantissimi altri come me - diciassettennienni allampanati, incerti, vagamente sbruffoni - che si può leggere l'Ariosto come un romanzo, e ritrovarci dentro l'uomo tutto, il diamante ed il fango. Se devo immaginarmelo ora, mi basta chiudere gli occhi per vederlo: nel suo completo beige camicia bianca-cravatta rossa, le dita di nicotina, in volo prodigioso come l'Astolfo sull'ippogrifo alla ricerca dell'ampolla, a sorridere delle vanità umane. Grazie Prof., davvero”.






