Dopo le proteste di diversi cittadini, il caso dei drappi bianchi segnati a lutto sparsi per tutta Cantù - e per i comuni limitrofi - comincia a farsi notare, e certamente non nel modo in cui gli "organizzatori" vorrebbero. La Lega Nord Cantù non ha mai voluto entrare nel merito, perché l'ultimo dei nostri interessi è quello di contrapporci ad un gruppo di imprenditori che si sente (giustamente) oppresso dallo Stato italiano; anzi, la coerenza ci imporrebbe di aiutarli.
Purtroppo, però, da quando il movimento del Drappo Bianco è nato, gli unici risultati che sembra aver ottenuto sono teli appesi qua e là senza una continuità, senza coordinamento e, soprattutto, senza autorizzazione. A riprova del fatto che una tale campagna "lenzuolistica" non sta sortendo grandi risultati, è il fatto che ancora oggi, a distanza di tempo, molti cittadini (tra cui, per esperienza personale, posso contare anche alcuni imprenditori) si chiedano che significato abbiano quei teli malconci abbandonati ai lati delle strade.
Se gli imprenditori brianzoli, dunque, vogliono che il loro messaggio arrivi forte e chiaro a tutti, cittadini e istituzioni, organizzino in maniera strutturata campagne, manifestazioni e proteste, che peraltro avrebbero tutto l'appoggio della Lega Nord; affissioni di lenzuoli e sporadiche comparsate, anche televisive, non aiutano granché. I nostri imprenditori sanno fare, e sanno fare bene nelle loro imprese; l'augurio è che imparino a fare altrettanto nel momento in cui, con tutte le ragioni del mondo, vogliono dire la loro contro lo stato oppressore.
Riccardo Volonterio
segretario sezione Lega Nord Cantù






