CANTÙ - Hanno asfaltato in tempi record via Milano ma si sono dimenticati di abbattere le barriere architettoniche: l'amministrazione sarà portata davanti al prefetto di Como a rispondere della mancata adozione del Peba-Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche. Questo, se non rispettato, rischia di far saltare una giunta: è infatti nel potere del prefetto commissariare una giunta comunale se riscontra la mancata adozione del piano.
"Ci sentiamo presi in giro da questa amministrazione - spiega Marzio Marelli - che si è auto celebrata per aver indubbiamente chiuso con rapidità i lavori di asfaltatura e manutenzione stradale ma cosa costava mettere uno scivolo a ridosso delle strisce pedonali per facilitare il passaggio di passeggini e pedoni con difficoltà motorie?".
A separare pedoni e carrozzine dalle strisce pedonali un gradino di circa 15 centimetri. Troppe le promesse non mantenute da parte dell'amministrazione sulla questione Peba e ora i diretti interessati non ci stanno più. "Siamo andati in Regione Lombardia per sensibilizzare politici e cittadini comuni circa il nostro problema. Il passo successivo è l'incontro con il prefetto e proprio lui potrebbe chiedere al sindaco: "Come mai un disabile non può accedere in nessun negozio di via Matteotti? Cosa fa il Comune per rispettare il Peba?". Il Comune di Cantù dovrà rispondere - conclude Marelli -. Certo il commissariamento è una soluzione estrema ma non impensabile. Fu proprio questo motivo a spingere il Veneto e le Marche ad adottare il piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche ma per abbattere quelle mentali serve molto di più, serve a volte il buon senso".






