CANTÙ - Sabato 15 giugno del 2013. Una data anonima, tutto sommato, che non rievoca grandi ricordi. Ma in teoria non doveva essere così. Perché quel giorno dovevano terminare i lavori di costruzione del nuovo palazzetto dello sport di Cantù. In teoria appunto. Poi si sa come sono andate le cose, con il fermo dell'opera e l'ossatura della struttura che giace in mezzo a una vegetazione sempre più rigogliosa, con le pareti che sono già state utilizzate come tavolozza dai writers.
Una questione annosa risalita alla ribalta in questi giorni anche a livello nazionale, visto che si è tornato a riparlare delle opere incompiute in Italia. L'occasione è arrivata alla presentazione di un progetto, legato alla candidatura di Roma alle Olimpiadi di Roma del 2024, per ridare vita alla cittadella dello sport della capitale, che ha come simbolo la cosiddetta vela dell'architetto Calatrava e che era stata avviata per ospitare i Mondiali di nuoto del 2009. Un progetto che, appunto, si è bloccato.
E così è riemersa la classifica delle opere italiane incompiute preparata dall'associazione di consumatori Codacons, che ha estrapolato dagli elenchi regionali i lavori più costosi e meno realizzati che hanno fatto gridare allo scandalo. Ebbene, nella top ten di questa graduatoria - certo non molto onorevole - figura anche il palasport di Cantù, esattamente all'ottavo posto, con un avanzamento dei lavori del 10% per una spesa di 33,5 milioni (cifre indicate dallo stesso Codacons).
Peggio, in Italia, solo altri sette progetti, con il record della Sardegna e alle opere idriche sul fiume Flumineddu: avanzamento dei lavori allo 0% per una spesa di 36,2 milioni. Precedono Cantù anche il raddoppio della linea Padova-Vigodarzere (Veneto), il Palasport Carnera di Udine (Friuli), il completamento della strada Potenza-Melfi (Basilicata), l'impianto di depurazione di Pescara (Abruzzo), l'impianto di risalita di Urbino (Marche), l'Ospedale Ex Asl 1 (Molise). Dopo il palasport della città brianzola seguono l'incompiuta della Valle d'Aosta (area museale Comune di Gignod) e quella dell'Emilia Romagna (collegamento ferrovia Rimini-Ferrara).







