CANTÙ - Tra genitori di corsa che lasciano i figli a scuola e il consueto traffico, trovare parcheggio in centro città la mattina a volte è davvero difficile. Lo sa bene Marzio Marelli, 26 operazioni alla gamba destra, che ogni mattina esce di casa alle 7,15 per entrare , alle otto in ufficio, sito in via Roma.
"Molte volte lo stallo dedicato ai disabili, a due passi dal mio lavoro, è occupato più o meno giustamente - racconta Marzio -. Stamattina sono arrivato in via Roma, posteggi tutti pieni, ma poco importa sono in largo anticipo e vado a fare colazione. Torno per andare al lavoro, gli spazi arancioni sono giustamente occupati, quindi lascio l'auto negli spazi blu, gratis per i disabili a Cantù e vado in ufficio".
La sorpresa arriva in pausa pranzo, quando Marzio vede nel parcheggio dedicato ai disabili posto immediatamente fuori dal proprio lavoro sostare una signora senza alcun diritto.
"La cosa mi ha fatto davvero arrabbiare. La signora in questione, una mia vecchia conoscenza che fino a qualche tempo fa andava in giro per le vie della città con un pass per disabili non suo, doveva prelevare al bancomat. 'Una commissione di un minuto..." dice lei, ma io trovo ingiusto che un qualsiasi automobilista con una bella scelta di parcheggi liberi decida di sostare proprio in quello per i disabili pur di non fare un passo in più".
Arrabbiato, Marzio riprende la signora rea di aver parcheggiato dove non può che come risposta accende le quattro frecce.
Immortalata in un bello scatto l'auto della furbetta finisce sulla pagina Facebook "E tu... cosa faresti se fossi il sindaco di Cantù?" per i propri onorevoli meriti. La polemica si scatena e i toni si accendono; purtroppo come ben dice lo stesso Marzio non si può dare la colpa all'amministrazione o ai vigili: certe persone mai riusciranno a entrare in empatia con le problematiche di un disabile e mai quindi capiranno che il parcheggio a strisce arancioni non è un privilegio ma una necessità.
Intanto Marzio sentenzia "E' per colpa di questa quotidianità che la mia vita a volte è un inferno".
S. R.






