CANTÙ - Lo spirito del Natale è arrivato da almeno un paio di settimane in piazza Garibaldi, grazie alla pista di pattinaggio e al grande albero con le palle colorate, ma non è ancora riuscito a salire la scalinata che porta a San Paolo e poi più in su al Castello di Pietrasanta, anche a dicembre rifugio per disperati e crocevia di traffici illeciti. Basta passarci vicino di giorno, alla luce del sole, per sentir montare l'inquietudine che diventa paura la sera, quando nel vicolo ci vuole niente per fare brutti incontri. Tag e scritte oscene sui muri, rifiuti e indumenti usati nel vialetto che costeggia il sagrato, escrementi negli angoli.
Più che il centro di Cantù sembra il Bronx (come visibile nelle foto allegate) eppure sembrano accorgersene in pochi. Ormai residenti e parrocchiani ci hanno fatto l'abitudine e semplicemente a fianco di San Paolo non passano, almeno dopo il tramonto, così come i genitori dei bimbi dell'oratorio preferiscono venirli a prendere in auto, alla fine dei giochi o del catechismo, e non solo per proteggerli dal freddo.
Nei mesi scorsi i giornali avevano scritto di una possibile svolta, di acquirenti disposti a comprare in blocco l'intero complesso di Pietrasanta.
Finora però non si è fatto avanti nessuno e il castello, specie adesso che è inverno, continua a essere un rifugio per i senzatetto. Una volta scavalcavano la recinzione, adesso per riuscire a entrare più comodamente l'hanno divelta, aprendosi un varco come fosse una porta.
La sera e di notte, nella lunga teoria di finestre che danno sulla piazza, si intravedono bagliori strani, non sono i fantasmi ma i clochard che si muovono alla luce delle torce e quando la temperatura va sotto zero arrivano anche ad accendere il fuoco, utilizzando secchi di lamiera come bracieri e facendo a pezzi mobili e libri per alimentare il fuoco.
Qualcuno dice che di questo passo tra un po' ci rimarranno solo i muri e forse allora i disperati, come le rondini, cercheranno rifugio altrove.
C. B.








