CANTÙ – Decine di persone ieri si sono presentate in piazza Piave a Vighizzolo per partecipare al presidio della Lega Nord insieme a Fratelli d’Italia, contro l'istituzione dell'ex tribunale di Cantù come luogo per il ritrovo dei musulmani durante il Ramadan. Per bloccare la moschea di via Milano erano state raccolte circa tremila firme e ora, contro la cessione dell’ex tribunale, ce ne sono già centinaia.
“Ho ricevuto messaggio su Facebook da parte del presidente della comunità islamica canturina che si augura, ed è quasi convinto, che a breve a Cantù ci sarà una moschea. Io non gli ho risposto sul web ma lo faccio ora: prima che questo accada dovranno passare sul mio corpo e su quello delle migliaia di canturini che non la vogliono. Cantù è una città cristiana cattolica, legata alle tradizioni – ha esordito Nicola Molteni -. La libertà di culto è sacra, ma questo non vuol dire impiantare sul territorio una moschea o un centro culturale islamico, o come sta facendo questa amministrazione, che ha i giorni contati, concedere spazi pubblici, luoghi di giustizia come un tribunale o future biblioteche, quindi luoghi di cultura come spazi per la preghiera a chi dimostra di non rispettare le regole del nostro paese. Libertà di culto sì, libertà d’invasione no”.
Il parlamentare ha poi tuonato: “Tu, comunità islamica, sottoscrivi le leggi dello stato italiano come prevede la carta costituzionale, accettando regole, principi, valori tra cui quello sacro che uomini e donne sono uguali, con stessi diritti e doveri. In occidente abbiamo combattuto per queste libertà e dobbiamo difenderle, se vieni qui e accetti i nostri usi, costumi, tradizioni, lingua e cultura allora dialoghiamo altrimenti non cedo un centimetro della mia terra per costruire una moschea. L’islam non è una religione moderata e di pace, perché una religione che uccide e sgozza in nome di un Dio non è e non potrà mai essere compatibile con la nostra”.
Il segretario cittadino Riccardo Volonterio ha poi fatto notare che per la raccolta firme contro la moschea e la raccolta parallela per la legittima difesa si stanno presentando a firmare centinaia di persone, non come per votare il progetto dell’area dell’ex tribunale: “Questo mostra quanti canturini sono con noi e quanti con l’amministrazione”.
Successivamente è intervenuto il responsabile immigrazione e sicurezza provinciale e commissario di circoscrizione Roberto Moscatelli affermando: “L’Europa ci vuole riempire di islamici, solo nel Comasco ci sono 1.400 presunti profughi, quasi tutti gestiti dalla cooperativa Intesa Sociale”.
Il consigliere provinciale Giovanni Rusconi ha aggiunto: “Queste 1.400 persone nella nostra zona sono mantenute da noi con 18 milioni di euro. Non vogliamo vivere in mezzo a sconosciuti, vogliamo sapere cosa dicono nella moschea e in che lingua parlano”.
Anche il coordinatore provinciale dei Giovani Padani, Cristian Magni ha parlato chiedendo di immaginare una Cantù islamizzata, una piazza Garibaldi con i bar che non possono vendere alcolici: “È una follia. Una volta nei tribunali scrivevano La legge è uguale per tutti, ma sappiamo che non è così”.
Ringraziamenti particolari sono arrivati dal capogruppo consiliare della Lega Nord Alessandro Brianza: “Voglio ringraziare l’amministrazione perché ogni volta ci aiuta a sottolineare la differenza tra Lavori in corso e Lega Nord. Queste schifezze dal prossimo anno non ci saranno più”.
Presente anche il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Marco Mainardi che ha evidenziato: “Nessuno conosce la loro identità”.
Per l’occasione erano presenti agenti di polizia locale, carabinieri e polizia di Stato che hanno fermato alcuni esponenti della comunità islamica canturina che si erano avvicinati al corteo.






