IL CANTURINO – Dall’atletica al teatro: la passione per il jazz di Michele De Duonni

mercoledì, 1 aprile 2015

CANTÙ – "Emotion" è il compat disc che meglio sintetizza la ricerca di stile ed espressione di Michele De Duonni. Musicista, classe 1961, nato a Como ma da sempremichele deduonni residente a Cantù l'album raccoglie una serie di canzoni della musica leggere italiana e internazionale riviste e declinate tra le note del jazz. "Che cos'è il jazz?" è la domanda provocatoria rivolta a Michele. "E' una musica emozionante, avvolgente, capace di infuocare l'animo di chi la suona e di chi l'ascolta" è la risposta dell'appassionato che richiama alla memoria una celebre battuta "esattamente come diceva Marilyn Monroe nel mitico film di Billy Wilder, un 'jazz caldo'".

Gli inizi

michele deduonni.jpg1"Un jazz che scalda gli animi ma all'inizio a scaldarmi erano le competizioni su pista, 5.000 e 10.000 metri in velocità" ricorda Michele. Mezzofondista, Michela da ragazzo è un atleta promettente che divide il suo tempo tra la scuola, per diventare perito elettrotecnico, e la pista d'atletica. Forse però nella vita del giovane ragazzo mancava qualcosa che non trovava mentre correva in pista, in arena davanti a un folto pubblico. "Mancava la musica e ho iniziato a cercarla appassionandomi alla tastiera - racconta - a 15 anni ho scelto quindi di studiare musica elettronica, i primi gruppi musicali fino al militare. Un anno fermo, ma poi appena rientrato ho proseguito gli studi e con un piccolo gruppo ho iniziato a esibirmi nei night svizzeri".

La svolta e lo studio del sax

Conosce Max Turlati e si appassiona di musica jazz il giovane Michele vent'anni e poco più che inizia a cercare le note del jazz sullamichele deduonni.jpg2 propria tastiera fino a decidere di passare al saxofono. "E' stata una felice scoperta se la guardo oggi a ritroso nel tempo, che mi ha regalato tante soddisfazioni" spiega Michele che da 19 anni suona il sax. "Uno strumento che ti permette di spaziare nei generi passando da quello più elettronico a quello più classico sino a fare ciò che più mi piace: suonare in chiave jazz note canzonette italiane, ad esempio "Ancora" o osare e suonare un pezzo dei Pink Floyd in sax. Un connubio sulla carta dubbioso ma alle orecchie molto piacevole".

Si avvicina ai matrimoni, viene chiamato per i battesimi, eventi di privati e pubblici, suona alla festa della Polizia Locale, si esibisce in tanti locali noti del canturino. "Il sax mi ha permesso di farmi conoscere e di venire maggiormente apprezzato, anche da un pubblico più ampio -prosegue Michele - dalle mie prime esperienze nasce "Col Jazz", il mio esordio nel mondo della discografia, a cui seguono "Miky Sax" e "Voyage"". Tre differenti album che preludono al doppio lavoro di quest'anno: da una parte pubblica "Emotion", il cd che meglio esprime la sua ricerca musicale e "Progressive Sax", un lavoro che strizza l'occhio ai più giovani proponendo una serie di musiche elettroniche riviste in chiave jazz.

Le sfaccettature del jazz e i sogni di Michele  

michele deduonni.jpg4Non solo album , la passione per il jazz Michele la esprime anche nella collaborazione con Ivano Rota creando musiche per bambini. "Dalle storie di burattini create da Ivano, un maestro del genere, traggono ispirazione per creare delle musiche adatte a vari passaggi del racconto - spiega il musicista - un lavoro che a fine giornata, guardando i visi dei bambini, mi ripaga degli sforzi e di tutti i sacrifici".

Sacrifici è la parola chiave della carriera di Michele, postino di giorno e musicista jazz nel tempo libero. "Mi piace dedicare tempo allo studio degli spartiti, della musica a dispetto dell'impegno e della dedizione che servono se si vuole fare bene perché c'è un momento che ripaga di tutti questi sforzi. Quel momento è quando guardo negli occhi un pubblico entusiasta, una sposa commossa per l'atmosfera creata o dei ragazzi appagati dalla musica scelta". A 54 anni e tanti successi alle spalle, cinque cd, esibizioni per il Comune e per privati, Michele coltiva ancora qualche sogno, o meglio uno: "Suonare al Blu Note, l'atelier del jazz, dove si sono esibiti i più grandi rappresentanti del genere - conclude Michele - ecco mi piacerebbe esibirmi li".

Silvia Rigamonti

 

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