DI GREGORIO – Lettera di Girgi agli studenti: “Preoccupante più che comica”

giovedì, 18 giugno 2020

CANTÙ - Con una lettera sgrammaticata e per alcuni tratti surreale (nell'immagine a fondo pagina, ndr), l'assessore Girgi ha voluto estendere la propria benedizione sugli studenti delle scuole canturine. Si tratta di un intervento fuori misura, che non avremmo voluto leggere.

Nessuno comprende il titolo per il quale l'assessore si cimenta in un saluto dal tono vagamente cardinalizio a famiglie e studenti canturini: sfugge come mai, ad oggi, ella non sia ancora stata nominata Ministro dell'Istruzione. Né si possono annoverare a favore delle scuole canturine profluvi di finanziamenti comunali extra badget, che eccedano il normale, annuale piano per il diritto allo studio.

Se le scuole autonome sono riuscite a cavarsela anche questa volta, difficilmente il merito potrà essere assegnato ad altri che al loro personale.

Sgrammaticata, la lettera, perché, a parte i veri e propri inciampi morfologici, che di certo non fanno bene a chi li leggerà, emerge anche la sottovalutazione di una grammatica istituzionale che assegna all'amministrazione comunale competenze residuali, e non si capisce proprio la ragione di questa invasione di campo della politica nella vita delle istituzioni scolastiche.

Surreale, la lettera, per il fatto che essa tradisce una sostanziale noncuranza dei reali pesi in gioco nel sistema dell'istruzione. Avrebbe un senso che alcune cose le scriva il Ministro dell'istruzione (per molto meno, il ministro Berlinguer fu criticato aspramente dalla destra italiana, e tuttavia egli era il ministro); ma che l'assessore del Comune di Cantù si erga a giudice del buon andamento della scuola, dispensando voti a destra e a manca, non solo è sottilmente comico, ma ancor più preoccupante: l'autonomia delle istituzioni scolastiche è sancita nell'art. 117 della Costituzione italiana, e certi interventi ne ledono la garanzia.

Infine, dal tono della lettera, incomprensibilmente trionfante, si comprende che l'assessore non ha colto che, a seguito della chiusura per il Covid19, la scuola italiana ha evidenziato tutte le sue difficoltà; molti studenti si sono perduti per strada, soprattutto quelli più fragili e in difficoltà sociale, e in particolare i più piccoli sono stati i più penalizzati dal blocco delle lezioni. Non si capisce cosa ci sia da lodarsi e autocelebrarsi.

Filippo Di Gregorio
Consigliere comunale
Partito democratico

 

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