CANTÙ - Con 280 voti a favore e 96 contrari l'aula della Camera dà il via libera al decreto Milleproroghe che ora attende solo l'approvazione del Senato. Ritornano in vita gli uffici periferici dei giudici di pace, questa è una delle tante novità apportate dal testo tramite un emendamento che potrebbe incidere sulla realtà canturina.
"Gli enti locali hanno tempo sino al 30 luglio del 2015 per poter presentare la richiesta - spiega il deputato leghista Nicola Molteni - molti comuni italiani si sono già attivati in questa direzione e forse dovrebbe farlo anche Cantù che nel corso di questi due anni ha perso una serie di servizi e ora ne può recuperare almeno uno".
Ampia è la casistica coperta dal giudice di pace che risiedeva fino a qualche tempo fa nell'area dell'ex tribunale di via Fossano, poi chiusa nei primi mesi del 2012 a causa di una legge delega che per far quadrare il bilancio statale aveva scelto di sopprimere le sedi periferiche dei giudici di pace trasferendo tutte le competenze nelle sedi provinciali, in questo caso Como. Se allora il dibattito fu infuocato, l'opposizione accusava il sindaco Claudio Bizzozero di "menefreghismo", non si esclude che domani il decreto Milleproreghe riaccenda il dibattito e gli animi dei partiti.
Mentre si attende una ri-destinazione d'uso della sede di via Fossano l'onorevole del Carroccio propone "di recuperare l'area e il servizio".
"I costi saranno a carico dell'ente locale compresi quelli del personale, ma viste le ristrettezze economiche delle casse, Cantù potrebbe farsi forza sugli esuberi dell'amministrazione provinciale per far quadrare il bilancio e riaprire la sede periferica del giudice di pace".
Ampio è il bacino d'utenza che copriva il giudice di pace di Cantù, la seconda città della provincia, e il comune potrebbe insistere su questo punto nel caso ritenesse opportuno presentare domanda al Ministero della Giustizia per richiedere la riaperture della sede di via Fossano.






