FURTI – 18enne incastrato dopo 2 anni da una goccia di sangue

mercoledì, 14 febbraio 2024

CANTÙ - La Compagnia Carabinieri di Cantù, attraverso il NOR, le 9 Stazione Carabinieri e la Tenenza di Mariano Comense, sta attuando un’attenta attività preventiva, repressiva ed investigativa, nei confronti degli autori di reati predatori, che stanno preoccupando la popolazione e stanno creando allarme sociale.

Le attività investigative sono condotte in stretta collaborazione tra il NOR ed i vari Reparti presenti sul territorio, con l’impiego delle tecnologie più avanzate che permettono di risalire, anche dopo molto tempo, ai responsabili dei reati, in questo caso quelli predatori. In questo ambito, si sono dimostrate molto utili le tecniche di sopralluogo effettuate dal NOR – Aliquota Operativa, al comando del Cap. Roberto Natale, che attraverso il repertamento dei campioni biologici ed il successivo invio al RIS di Parma, hanno permesso di risalire al responsabile di un furto aggravato.

I campioni biologici contengono il “DNA”, che per fini di identificazione personale rappresenta il più efficace e poderoso strumento in ambito penale per la risoluzione di crimini, soprattutto nei casi, tutt’altro che infrequenti, in cui le indagini di polizia giudiziaria non abbiano consentito di individuare possibili sospettati. In tali circostanze un contributo determinante e spesso risolutivo viene dalla “Banca Dati Nazionale del DNA” e dal Laboratorio Centrale per la Banca Dati Nazionale del DNA. La “Banca Dati Nazionale del DNA” italiana è un archivio elettronico centralizzato di profili genetici che contiene i profili genetici “ignoti”, ottenuti dalle analisi del DNA depositato sulle scene del crimine, ed i profili genetici “noti”, ottenuti dalle analisi del DNA di campioni biologici prelevati da persone fisiche. I profili genetici “ignoti” e "noti", sono tra loro confrontati al fine di individuare eventuali corrispondenze.

Il Laboratorio Centrale alimenta in via esclusiva la bdn-dna con profili genetici “noti”, mentre i Reparti Investigazioni Scientifiche (RIS) dei Carabinieri e la Polizia Scientifica, inseriscono in banca dati i profili genetici “ignoti” estrapolati dalle tracce biologiche rilevate sulle scene dei crimini. I profili genetici ottenuti vengono riversati nella banca dati mediante il Sotfware Codis (Combined DNA Index System).

Utilizzando questo sistema, i militari luraghesi ed i colleghi del NOR, hanno scoperto il responsabile di un furto aggravato commesso nel settembre del 2022. L’attività investigativa aveva inizio nella mattina seguente il furto, con il sopralluogo da parte dei militari del NOR presso il ristorante dove era avvenuto, con il repertamento di una traccia ematica sul registratore di cassa, poi posto in sequestro. Il successivo invio del campione al RIS di Parma permetteva di attribuire, attraverso l’interrogazione nella “Banca Dati Nazionale del DNA”, la responsabilità del furto aggravato ad un 18enne marocchino, pluripregiudicato, attualmente detenuto per altri motivi.

In un’altra attività investigativa i militari della Stazione Carabinieri di Appiano Gentile, a conclusione degli accertamenti hanno denunciato in stato di libertà per furto aggravato, una donna 34enne, senza fissa dimora, pluripregiudicata. I militari, dopo il furto presso un autolavaggio, acquisivano le telecamere e dall’esame delle immagini arrivano al riconoscimento della donna.

Nel corso delle indagini veniva anche usato il sistema S.A.R.I. (Sistema Automatico di Riconoscimento Immagini). Attraverso l’impiego di questa tecnologia, da un'immagine fotografica di un soggetto ignoto si riesce ad effettuare una ricerca computerizzata nella Banca dati AFIS, e grazie a due algoritmi di riconoscimento facciale, si è in grado di fornire un elenco di immagini ordinate secondo un grado di similarità.

 

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