CANTÙ - Sono passati solo pochi giorni dalla presentazione del Fronte Liberazione Fiscale, creato dal sindaco di Cantù Claudio Bizzozero, e già se ne parla, anzi probabilmente continuerà a far parlare in futuro. In primo luogo i politici canturini (Molteni e Di Gregorio) hanno espresso le loro perplessità, i cittadini per le strade ne discutono, e similmente anche la maggioranza avrà le proprie idee a riguardo.
A questo proposito, Andrea Terraneo, di Cantù Rugiada e consigliere comunale, condivide appieno la proposta di Bizzozero e la nascita del Fronte, con un’importante premessa: “La mia tesi di laurea in Scienze Politiche, dal titolo La rinascita del federalismo nel ‘900, anche se avrei voluto titolarla Un leviatano da affamare, mi ha dato modo di conoscere meglio il problema della “rapina fiscale”, se così vogliamo chiamarlo. Inoltre – continua il consigliere – l’ho fatta con il professore di Storia e Dottrine Politiche Marco Luigi Bassani, che aderisce al Fronte Liberazione Fiscale”.
Terraneo è quindi molto concreto sull’argomento, portando esempi chiari ed esemplificatori su quanto stia succedendo in Lombardia: “La matematica non è un’opinione – spiega il giovane canturino – considerati i soldi che vengono versati nelle casse statali dallo Lombardia, ci sono dai 52 ai 56 miliardi di euro di residuo fiscale, cioè il versato che non ritorna sul territorio in servizio, questo significa 5000 euro a testa; questi dati sono calcolati sui residenti in regione e non tutti lavorano, quindi un lavoratore nel concreto potrebbe "pagare" ben più di 5000 euro l’anno”.
Numeri che dovrebbero far riflettere, andando anche ad analizzare i servizi in Lombardia che hanno un determinato costo rispetto alle altre regioni. “Viviamo in uno stato centralista – prosegue Terraneo – che in questi anni è andato a fare cassa, da consigliere comunale mi sono reso conto di alcune cose, vedo quanti soldi non possono spendere i comuni per il patto di stabilità o quanti sono destinati al fondo di solidarietà. Bizzozero pone una questione fondamentale, perché se continuiamo a vivere in questa situazione, è impossibile crescere, serve un sistema che aggredisca la spesa pubblica, tagliandola”.
Al di là delle idee, per Terraneo si tratta di uno spazio politico lasciato “vuoto”, abbandonato anche dalla Lega Nord, perché dati alla mano chi abita in Lombardia paga più tasse e ha meno servizi, con una sottolineatura importante: “Quando parlo di rapina fiscale in Lombardia, mi riferisco a tutti i residenti, senza distinzioni di colore o etnia – precisa il rugiadino – perché chiunque viva in Lombardia è vessato dallo Stato e dovrebbe avere ogni anno dai sei ai magari dieci mila euro in più in tasca”.
Claudio Bizzozero ha quindi intrapreso una strada impervia e difficile, e questo potrebbe portarlo lontano da Cantù, con Lavori in Corso che dovrà decidere a chi affidarsi per le prossime elezioni. “Ritengo Bizzozero una persona onesta – dice Terraneo – con tutte le carte in regole per proporre il modo in cui abbiamo lavorato, gestendo un bilancio drammatico, in modo più ampio. Tuttavia è prematuro parlare di elezioni – conclude Terraneo – attualmente siamo concentrati sull’anno e mezzo che ci rimane, noi e Bizzozero valuteremo, e chiunque dovesse uscire come candidato sono convinto farà un ottimo lavoro”.
Davide Porro






