CANTÙ - A circa un mese dalla fine degli eventi estivi canturini, quest’anno per la prima volta affidati al locale All’UnaeTrentacinqueCirca, che ha quindi organizzato tutte le serate di Cantù, all’insegna soprattutto della musica, si può cercare di stilare un bilancio sugli eventi allestiti per animare la città.
I canturini hanno più volte espresso i propri pareri, soprattutto perché Cantugheder (il nome scelto per l’estate canturina) ha rappresentato una totale novità, non solo dal punto di vista dell’organizzazione, ma anche per quanto riguarda il tipo di serate proposte e la location principale, non più Piazza Garibaldi, bensì il parco di Villa Calvi.
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Carlo Prandini, gestore dello storico locale live music, ben conosciuto non solo nelle nostre zone, non nega le difficoltà del primo anno ma mostra al contempo una forte determinazione nella possibilità di poter nuovamente lanciare Cantugheder: “direi che posso dare la sufficienza a quanto abbiamo fatto quest’estate – spiega Prandini – nel senso che ci trovavamo di fronte ad una situazione completamente nuova, sia per noi, sia per i canturini. Ci sono chiaramente tante cose da migliorare, e proprio per questo sarebbe bello poterci rifare l’anno prossimo”.
Scendendo maggiormente nel dettaglio, si pensa anzitutto di arricchire le serate, lasciando la musica come aspetto principale ma facendo in modo di attirare pubblico non solo per la durata del concerto ma anche per rimanere in Villa Calvi, godendosi quindi l’intera serata.
“Purtroppo quest’anno abbiamo anche avuto pochissimo tempo per organizzare tre mesi di eventi – racconta Prandini – mentre se, come speriamo, l’anno prossimo riproporremo Cantungheder, intendiamo partire con anche dieci mesi di anticipo, coinvolgendo maggiormente altre realtà del nostro territorio, e così facendo non potremmo far altro che migliorare”. L’intenzione è di allestire in Villa Calvi dei punti di ristoro, disporre varie bancarelle, cercare quindi di creare una cornice importante all’attrazione principale, ovvero la musica.
A tal proposito, gli artisti che si sono esibiti sono stati non poche volte stranieri, e alcuni hanno criticato l’ingresso a pagamento al parco: “non c’è alternativa – afferma Prandini – se si vogliono organizzare delle serate di qualità si hanno determinati costi, ma in generale per fare un evento live ci sono delle spese fisse, è inevitabile”.
Per ora non ci sono novità assolute in quella che sarà la prossima estate canturina, anche se alcuni punti sono già ben chiari, come l’allestimento di un palco coperto, che eviterebbe l’annullamento delle serate a rischio pioggia, e la pianificazione di una campagna pubblicitaria che, per questioni di tempo, è mancata.
In più, sempre a livello musicale, questa prima edizione ha mostrato cosa la gente vorrebbe forse vedere: “indubbiamente le cover band attirano molto pubblico – illustra Prandini – e lo spazio alle local band è dovuto, dovremo quindi tenerne conto quando stileremo il programma dei concerti”.
Insomma, ancora non vi è la certezza massima, ma la volontà da parte del Comune e del locale All’UnaeTrentacinqueCirca di puntare nuovamente su Cantugheder, c’è tutta: “si spera entro la fine dell’anno di aver la sicurezza delle partnership – conclude Prandini – così da avere appunto parecchi mesi di tempo per allestire al meglio la prossima estate canturina”.
D. P.






