ECONOMIA – Sciolto consorzio fantasma, a Cantù spettano 30mila euro

venerdì, 31 luglio 2015

CANTÙ - Un consorzio dimenticato, ma con un tesoretto di 146mila euro. A svegliare gli amministratori di Cantù e di altri ventiquattro paesi limitrofi una lettera della Banca d'Italia che chiedeva informazioni sul conto dormiente dagli anni Novanta del Consorzio per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Non una cifra di poco conto se si pensa che dallo scioglimento del consorzio per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani - votato all'unanimità nell'ultimo Consiglio comunale - il Piazza Parini potrebbe portare a casa circa 30mila euro. La somma non è ancora sicura, ma ogni Comune avrà una quota in base al regolamento.

Difatti l'ente è tutt'oggi in vita: iscritto alla Camara di commercio, con regolare codice fiscale ma privo di un consiglio d'amministrazione. I soldi sono nella cassa della Tesoreria di Cantù, comune capofila in passato. La nascita del Consorzio per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani risale ai primi anni Sessanta quando venticinque Comuni si unirono pensando in futuro di creare un impianto per lo smaltimento rifiuti.

Nel tempo però non ha saputo adeguarsi alla legge sull’ordinamento degli enti locali, e nei primi anni Novanta il Consorzio ha cessato la propria funzione, diventando un ente fantasma.

 

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