DRAPPOBIANCO – Il decreto crescita e la situazione delle piccole medie imprese

domenica, 16 giugno 2019

CANTÙ - Alla luce dei primi giudizi sul Decreto Crescita, riportiamo alcune considerazioni indispensabili per precisare meglio la posizione del Drappobianco in relazione alle misure contenute nel nuovo dispositivo varato dal Governo.

Prima di entrare nel merito del provvedimento non possiamo che sottolineare stupore per l'ingiustificata stroncatura di alcune associazioni di categoria, avvenuta soprattutto nel nostro territorio. Dopo tanti anni, chi ci governa sta mantenendo gli impegni presi, sostenendo le piccole e medie imprese.

Sorprendentemente, la risposta che viene data da diverse associazioni è di critica e i numerosi interventi contenuti nel Decreto Crescita sono erroneamente considerati marginali, quasi a voler cercare il pelo nell’uovo per demolire un buon provvedimento.

Probabilmente dopo 40 anni, abituati a tassazioni, vessazioni fiscali, complicazioni della burocrazia e tagli ai servizi, non siamo più in grado di apprezzare i cambiamenti di rotta. Un esempio: Il taglio del 32 % dell’Inail è un provvedimento che è passato in totale silenzio. E invece si tratta di un primo passo concreto verso la riduzione del cuneo fiscale e del costo del lavoro.

Mezzo miliardo di risparmio per le imprese che purtroppo nessuno ha notato. Vero, fa più rumore un albero che cade rispetto a una foresta che cresce. Ma abbiamo aspettato anni per vedere finalmente azioni concrete e positive: sarebbe il colmo buttare via tutto soltanto perché non siamo più capaci di riconoscere chi lavora nell’interesse del paese.

Complessivamente, i provvedimenti vanno nella direzione giusta perché introducono agevolazioni e incentivi importanti per le piccole e medie imprese e il Decreto Crescita va promosso, sia pure con qualche piccola riserva.

Molto positiva la deducibilità dell'IMU sui capannoni che passerà dal 50% del 2019 al 60% del 2020-2021 fino a raggiungere il 70% nel 2022 garantendo sollievo alle imprese. In particolare, risulta apprezzabile la maggiorazione dell'ammortamento per i beni strumentali nuovi, in vigore dal 1° aprile e applicabile fino al 31 dicembre 2019.

Sul tema delle agevolazioni, siamo favorevoli all'estensione del “Sisma Bonus” ai Comuni delle zone 2 e 3 e approviamo gli sgravi fiscali a sostegno di operazioni di aggregazioni aziendali. Importante anche il mezzo miliardo di finanziamenti dato ai comuni per lavori di riqualificazione energetica, che farà da volano per piccole e medie imprese.

Tra gli strumenti positivi del Decreto Crescita ci sono anche l'innalzamento a 3,5 milioni del finanziamento concedibile a ogni singola impresa e la previsione del contributo in un'unica soluzione per finanziamenti fino a 100 mila euro e il contributo del 5% per micro e piccole imprese e del 3,575% per le medie imprese a fronte di un aumento del capitale sociale. Particolarmente significativo per le Imprese che lavorano con l'Export, il credito d'imposta del 30% fino ad un massimo di 60 mila euro per spese relative ad affitto degli spazi, allestimenti e attività promozionali connesse alla partecipazione a fiere internazionale.

Unica nota negativa, che a nostro avviso non favorisce le Piccole e Medie Imprese, è l’articolo 10. Il testo prevede la modifica degli incentivi sull'efficienza energetica e sulla prevenzione del rischio sismico. Questa norma introduce la possibilità dell'anticipazione del bonus, sotto forma di sconto immediato, da parte del fornitore che poi potrebbe utilizzarlo come credito d'imposta.

Secondo noi questo provvedimento andrà a favorire il monopolio delle multiutilies con grossi fatturati, penalizzando la categoria degli artigiani che rappresenta il vero motore dell'economia italiana. Sappiamo però che se tale credito fiscale diventerà cedibile, come si prospetta, questo gap verrà colmato in favore delle PMI.

Il Drappobianco

 

 

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