CANTÙ - Una matita per scrivere, una matita per disegnare, una matita per spartire la musica. Una matita in grado di riunire nella stessa sala del teatro comunale San Teodoro un critico musicale e autore, Maurizio Pratelli, un musicista, Alessio Brunialti e un fumettista, Giovanni Beduschi. Tre figure differenti che esprimono l'arte tramite il mezzo più semplice di cui dispongono: una matita. La stessa che ha condannato a morte 12 fumettisti del noto giornale francese, Charlie Hebdo.
"Quando stamattina mi hanno proposto la possibilità di aver una scorta ho sorriso" racconta Beduschi. Un sorriso amaro che lo ha riportato alla tragedia parigina. "Non si può morire per un disegno. Questa battaglia non ha né un dio, né un popolo, né una religione. È una guerra figlia della follia costata la vita a troppe persone" aggiunge Pratelli.
Da questo insensato dolore nasce questo profondo incontro. Un confronto, uno scambio dialettico di opinioni e pensieri "preferendo alla freddezza dei social net work l'umanità di un viso a viso. Ormai sembra che i dibattiti conoscano solo una piazza virtuale e fredda. Noi stasera abbiamo scelto di esprimere la nostra solidarietà a queste vittime guardandoci negli occhi e riflettendo sull'accaduto" aggiunge Maddalena Massafra, responsabile eventi e comunicazione per il teatro di via Corbetta.
La serata si conclude con la vignetta di Beduschi: "Je suis Charlie" è l scritta che campeggia sopra una matita spezzata in due da un proiettile.
Valentina Rosselli






