CANTÙ – “Buonasera. Ho motivo di ritenere che il mio cellulare si trovi in casa sua. Posso entrare?”. Con queste curiose parole, pronunciate domenica sera di fronte agli esterrefatti padroni di casa, un uomo e una donna avrebbero tentato di introdursi in un’abitazione situata a pochi passi da via San Giacomo e via Murazzo, in pieno centro.
I due, secondo la testimonianza della padrona di casa, sarebbero arrivati a bordo di un Suv nero, una vettura caratterizzata dalla presenza di molti adesivi, e sarebbero stati messi in fuga poco dopo dal precipitoso intervento del padrone di casa, che avrebbe minacciato di chiamare i carabinieri.
“Hanno suonato al citofono intorno alle ore 20 – afferma la donna -. Volevano assolutamente entrare, sembravano convinti che il loro cellulare si trovasse in casa mia. Sostenevano che qualcuno gliel’avesse rubato all’interno del centro commerciale di Mirabello, e che fossero riusciti a rintracciarlo grazie al segnale GPS”. Una delle due persone a bordo del Suv, secondo la donna, sarebbe stata una giovane ragazza con capelli lunghi e castani. Dell’uomo, a parte i capelli corti, non ricorda assolutamente nulla.
Le forze dell’ordine, prontamente contattate dalla coppia di coniugi, avrebbero consigliato di “non aprire mai” e di “stare attenti”.
R. I.
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