CANTÙ - La prossima rischia di essere l’ultima estate per il Parco del Bersagliere, luogo simbolo della Sinistra canturina che dai tempi del PC da luglio fino a settembre si trasferiva armi e bagagli nel grande bosco dotato di cucina attrezzata, palco per i comizi e balera incorporata, alle porte della città.
E’ lì che sono cresciuti a lambrusco e salamelle generazioni di militanti, tra dibattiti e furibonde partite a scopa, propiziate dalla brezza che non è mai mancata nel bosco donato molti anni fa da una militante a quello che allora era ancora il Partito Comunista. Il Bersagliere ha resistito alle scissioni, al Pd e anche ai Ds, qualcuno dice persino a Matteo Renzi, ma rischia di naufragare di fronte a una richiesta di informazioni, protocollata in questi giorni da Forza Nuova, in cui si chiede al Comune di verificare se tutti i capanni, i gazebo e le strutture costruite negli all’interno del parco sono mai state autorizzate.
La risposta, secondo gli esponenti del movimento di estrema destra, è già implicita nella domanda e il Comune non potrà far altro che prenderne atto e demolire, uno per uno, tutti i capanni costruiti nel bosco. Una bella beffa per la sinistra canturina che come ogni anno si preparava a organizzare al Bersagliere la festa provinciale del Partito Democratico, per non parlare degli anziani dell’Auser che da anni si rifugiano qui nei torridi pomeriggio di agosto. “La bottega” rischia di chiudere i battenti e questa volta per sempre.






