‘CENSURA’ – Molteni contro il gender a teatro: “Luogo di cultura, non di propaganda”

domenica, 15 gennaio 2017

Risultati immagini per "Fa’afafine. Mi chiamo Alex e sono un dinosauro"CANTÙ - Andrà in scena l’11 febbraio, alle 21, presso il Teatro San Teodoro di Cantù, lo spettacolo "Fa’afafine. Mi chiamo Alex e sono un dinosauro" di Giuliano Scarpinato - vincitore di diversi premi in Italia. Nella lingua Samoa pare che questa parola indichi persone che, fin da piccoli, non riescono ad identificarsi né col sesso maschile, né con quello femminile. La storia narra del piccolo Alex, che si definisce un “gender creative child” e con tutte le difficoltà che questi affronta.

A schierarsi contro la messa in scena dello spettacolo la Lega Nord, tramite le parole del deputato Nicola Molteni: “Il teatro San Teodoro – afferma Molteni – è un teatro di proprietà comunale gestito da una cooperativa finanziata dall’amministrazione di Cantù (euro 48.556 per tre anni con scadenza il prossimo 31 agosto). Quindi se il teatro è comunale e i soldi sono pubblici, dei canturini, mi chiedo se l'assessore alla Cultura sia stato informato di questa iniziativa e se, peggio ancora, l'abbia condivisa e avallata. Se così fosse, sarebbe gravissimo”.

“La censura non mi appartiene – afferma –, ma spettacoli come questi, dal dubbio valore artistico, che confondono e destabilizzano lo sviluppo psico fisico nella crescita dei bambini, non faranno mai più parte di una futura programmazione teatrale, se toccherà a noi amministrare Cantù”.

“Ancora scriverò al ministro dell'Istruzione – conclude Molteni– affinché questo spettacolo non venga inserito, come già avviene in altre parti del paese, in un percorso di esaltazione della teoria gender all'interno delle scuole canturine e comasche. Il teatro è un luogo di arte e di cultura e non di propaganda politica o peggio di indottrinamento pseudo-scientifico”.

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