CANTÙ - Fermati due cittadini marocchini dagli agenti della polizia locale di Cantù. Nel pomeriggio di martedì, 30 giugno, alle 15:45 durante servizio di pattugliamento a Cascina Amata, un equipaggio dei vigili ha incrociato un veicolo Alfa Romeo alla cui guida c'era un cittadino marocchino di trent'anni senza fissa dimora già noto al Comando. Il suo comportamento h destato sospetti negli operatori che effettuate le verifiche a mezzo tablet sull'assicurazione del mezzo e sulla proprietà risultava l'assenza di polizza e la cessazione dalla circolazione del mezzo per radiazione.
Nel tempo necessitato alla pattuglia nell'invertire la marcia, l'Alfa Romeo ha fatto perdere le proprie tracce per poi essere rinvenuta parcheggiata dopo circa 30 minuti in via Petrarca, cosicché unitamente ad altre due pattuglie giunte in luogo sono partite le operazioni di rintraccio anche attraverso la dislocazione di posti controllo nelle vicinanze di conosciuti luoghi di aggregazione immaginando che il conducente cercasse di far perdere le proprie tracce a bordo di un'altra autovettura. Dopo circa 15 minuti, alle 16.30, è stata fermata in via Randaccio, direzione via Petrarca, un alfa Romeo 147, il cui conducente, un marocchino senza fissa dimora di 27 anni, J.E., risultava essere sprovvisto di patente e con atto di traduzione della propria patente marocchina, tra l'altro scaduta nel 2013, contraffatta; inoltre il veicolo era privo di assicurazione e di revisione. Pertanto gli è stato contestato un verbale di 155 euro per la patente scaduta, 848 euro per la mancata copertura assicurativa con relativo sequestro del veicolo, 169 euro per la omessa revisione, 59,50 euro per mancanza della targa anteriore ma soprattutto veniva deferito all'Autorità Giudiziaria per il reato di contraffazione, reato punibile con la reclusione fino a tre anni.
Durante le operazioni di controllo, contattati dall'uomo sono giunte sul posto altri due persone di origine nordafricana tra i quali c'era il conducente dell'Alfa Romeo 156 intercettata in precedenza, K.E., fratello del marocchino controllato, e un terzo nordafricano di 25 anni proprietario dell'Alfa Romeo 147 a cui è stata contestata una sanzione di 776 euro in quanto consentiva la circolazione di un veicolo su cui gravava un precedente fermo amministrativo.
In un primo momento ha cercato di negare, fino a quando sono state rinvenute addosso le chiavi dell'autovettura Alfa Romeo 156 ed essendo privo di patente di guida è stato deferito all'Autorità Giudiziaria per guida senza patente, oltre alla contestazione di euro 848 euro per la mancata copertura assicurativa con relativo sequestro del veicolo, 169 euro per la omessa, oltre ad un verbale con sanzione fino a 1.656,00 euro per circolazione per veicolo cancellato dal Pra. L'Alfa Romeo risultava, prima della cessazione della circolazione, essere intestata fraudolentemente a un rumeno titolare di oltre 400 veicoli, ma privo di patente e per cui sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi.
Essendo le tre persone fermate prive di permesso di soggiorno e senza fissa dimora, su disposizione della Procura della Repubblica, sono stati condotti al gabinetto di polizia scientifica della Questura di Como per i rilievi fotodattiloscopici da cui sono emersi diversi precedenti ed in particolare: a carico di K.E., trattenuto in stato di fermo presso gli uffici di via Veneto per tutta la notte, l'inottemperanza all'obbligo di presentazione per firma adottato dalla Questura di Bologna comportamento penalmente rilevante con sanzione fino a 18.000 euro, contestuale nuovo provvedimento di espulsione entro sette giorni adottato dalla Questura di Como nella tarda mattinata odierna; a carico di di J.E., fratello di K.E., l'ingresso e la permanenza illegale sul territorio nazionale.
"Non posso che testimoniare la grande soddisfazione ed un sentito ringraziamento per l'operazione compiuta dagli uomini dell'unità operativa di pronto intervento e del nucleo di Polizia Giudiziaria a testimonianza di una spiccata professionalità, nonché sottolineare la proficua collaborazione e l'immancabile disponibilità della Forze di Polizia dello Stato, in questo caso della Questura di Como - afferma il comandante della polizia locale di Cantù Vincenzo Aiello -. Quotidianamente si cerca di profondere il massimo sforzo permeati da un innegabile senso del dovere ed un grande spirito di servizio che conduce, come in questo caso, a lavorare anche per 24 ore consecutive".






