TURISMO – Un’estate al mare o forse no. Mantovani: “Settore gravemente colpito”

martedì, 19 maggio 2020

CANTÙ - In questo periodo dell'anno le vacanze estive sono un pensiero fisso. Anche quest'anno, dopo tutte le disavventure passate. Per capire se e come potremo muoverci dovremo attendere i dati della comunità scientifica delle prossime settimane, nel frattempo gli operatori del turismo stanno lavorando per garantire assoluta sicurezza nelle strutture aperte ai turisti.

Un settore, quello turistico, colpito duramente dall'uragano Covid-19 come testimonia Claudia Mantovani, titolare di Pilar World, agenzia di viaggi canturina.

Claudia, ci racconti i primi giorni di pandemia.

Non è stato facile. Abbiamo dovuto annullare tutte le gite scolastiche in calendario e i viaggi prenotati. In alcuni casi le compagnie aeree e gli alberghi ci sono venuti incontro con dei voucher che i clienti potranno utilizzare successivamente, in altri casi non è stato così e abbiamo dovuto rimborsarli.

Non è semplice rimborsare i propri clienti quando manca la liquidità.

No. In questi mesi avevamo i soliti costi di uscita quali bollette e affitti ma nessuna entrata, nessuna prenotazione. Rimborsare in assenza di liquidità rischia di mettere in ginocchio qualsiasi attività e tutte le agenzie turistiche hanno dovuto affrontare questa sfida durissima.

Una sfida non ancora finita.

Ci vorrà almeno un anno per rimetterci in sesto, parlo ovviamente del mio settore.

Oggi qual è la situazione?

Le vacanze prenotate prima della pandemia sono state quasi tutte rinviate grazie ai voucher che abbiamo emesso ai clienti, in attesa di tempi migliori. Al momento non abbiamo prenotazioni per tanti motivi: il primo, più importante, è che le persone aspettano i dati della comunità scientifica e le decisioni delle istituzioni prima di prenotare la vacanze. Poi c'è la crisi economica che molte famiglie stanno attraversando, infine molti hanno utilizzato le ferie durante la quarantena e ora potrebbero non averne nei mesi estivi.

Come hanno reagito i clienti?

Con grande solidarietà. Con i voucher volevamo garantire sicurezza ai clienti, che in questo modo non perderanno nè i soldi nè le vacanze, in attesa di poter tornare a viaggiare. Dal canto loro, accettando i voucher anziché il rimborso, i clienti ci hanno permesso di sopravvivere non intaccando ulteriormente la nostra liquidità già gravemente compromessa. In molti ci hanno chiamati per incoraggiarci e questo ha significato molto per noi.

Cosa vorrebbe chiedere alle istituzioni?

Di non dimenticarsi di noi. Siamo stati il primo settore a chiudere e saremo gli ultimi a riaprire. Abbiamo bisogno di sentire la loro presenza in questo momento difficile.

E agli italiani?

Di scegliere l'Italia. Il nostro Paese è ricco di bellezza e tutti gli operatori del turismo hanno bisogno del vostro sostegno. Rivolgetevi alle agenzie o direttamente agli albergatori, magari senza l'intermediazione di piattaforme web che tolgono loro parte dei guadagni. Arte, montagna o mare, i nostri territori hanno bisogno del vostro supporto in questo momento, ma sapranno ripagarvi con tutta la bellezza che spesso dimentichiamo: scegliete l'Italia quest'anno.

S.D.D.

 

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