CANTÙ - Un’aggressione improvvisa in pieno giorno, le urla della vittima, l’intervento decisivo di un residente affacciato alla finestra e, a distanza di mesi, la condanna del responsabile. È la sequenza dei fatti che ha portato al patteggiamento di L. L. C., 46 anni, domiciliato a Cantù, riconosciuto colpevole di tentata rapina aggravata e porto abusivo di arma.
La vicenda risale al 7 gennaio 2023. Una donna di 37 anni stava percorrendo via Carcano quando è stata avvicinata da un uomo armato di coltello, che le ha intimato di consegnare il denaro e ha tentato di strapparle la borsa. La vittima, pur spaventata, ha opposto resistenza, trattenendo con forza la borsa mentre l’aggressore cercava persino di tagliarne la fibbia.
Il trambusto ha attirato l’attenzione di un residente della zona, che si è affacciato alla finestra e ha urlato contro il rapinatore. La presenza di un testimone ha messo in difficoltà l’aggressore, costringendolo a desistere e a fuggire senza bottino.
La donna ha denunciato l’accaduto ai carabinieri, fornendo una descrizione dettagliata dell’uomo. Gli investigatori sono riusciti a risalire rapidamente a Cena, raccogliendo elementi ritenuti inequivocabili sulla sua responsabilità.
Difeso dall’avvocato Annalisa Abate, il 46enne ha scelto di patteggiare la pena davanti al Gup di Como, Walter Lietti. L’accordo, ritenuto congruo dal giudice, prevede un anno e due mesi di reclusione.
RedCro






