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CANTÙ – Spostato all’ultimo il nido Colibrì, genitori infuriati

giovedì, 5 luglio 2018

CANTÙ - Non è piaciuta ai genitori del nido Colibrì la decisione della giunta comunale di spostare la sede in un altro asilo cittadino. Ecco la lettera aperta delle famiglie all'assessore Brianza.

Gentile assessore Brianza, gentile dr.ssa Bernareggi, con la presente vi scrivo a nome di molti genitori che frequentano, hanno frequentato e frequenteranno il micro-nido comunale Colibrì.
Con estremo rammarico abbiamo appreso solo la scorsa settimana della decisione da parte del comune di trasferire, il micro-nido Colibrì presso il nido Arcobaleno di via Rossini a Vighizzolo.

Innanzitutto, ci sentiamo di esprimere una grande rabbia ed indignazione, scaturita dall’estrema scorrettezza nei confronti della modalità con cui il tutto è stato fatto:
• Innanzitutto, sembra una presa in giro chiedere l’opinione dei genitori il 28 giugno, quando ormai la metà delle persone si trova già in vacanza.
• Non è mai stato convocato il Comitato di Gestione, per discutere della questione e per cercare la
soluzione alternativa migliore o comunque per agevolare al massimo il passaggio di questa
situazione.
• è stata chiesta l’opinione delle famiglie con i figli in transito, ma non sono state interpellate quelle
dei nuovi iscritti.
• alle famiglie dei nuovi iscritti, che se hanno scelto il Colibrì avranno avuto una serie di motivi
personali, non è stata data la possibilità di spiegarle e nemmeno la possibilità di modificare
l’iscrizione nel caso in cui un eventuale nido in via Rossini non rispondesse più alle proprie esigenze.

Abbiamo tre figli, due dei quali hanno frequentato il Colibrì, e la terza è iscritta per il prossimo anno, come noi altre famiglie che frequentano e hanno frequentato il nido Colibrì possiamo dire quali sono i motivi per cui un genitore sceglie il Colibrì e non altri nidi comunali:

Sicuramente il numero e l’ambiente sono fondamentali: un nido con pochi bambini, contro un nido con 60 bambini. Un ambiente protetto, sereno, tranquillo, un riferimento per le famiglie canturine. I bambini mangiano in sezione, con la propria “famiglia” del nido, non in mensa con altri 40. Non c’è mai confusione, urla. Gli spazi sono molto generosi, c’è un locale Biblioteca ed un bellissimo giardino. Alcune famiglie lo scelgono perché è comodo, è di strada per il lavoro, o per la scuola del fratello, o perché è vicino alla propria casa o alla quella dei nonni o anche perché non c’era posto in nessun’altro nido.
Una famiglia sceglie il Colibrì anche se a volte significa anche qualche sacrificio: organizzarsi con i nonni, o lavorare di notte, o fare i salti mortali per gli orari; alcune sono fortunate e si possono tenere a casa mezza giornata il proprio bambino;

Potremmo dilungarci in elogi alle maestre, sono brave, professionali, in tanti anni si crea con loro un rapporto speciale, hanno curato i nostri figli come se fossero i loro: ci hanno aiutato, appoggiato, dato suggerimenti. Ma loro non sono certo in discussione.

Ci sentiamo di dire che il comune ha fatto dei meri conti, bambini come numeri…
Purtroppo, non ha tenuto conto della cosa fondamentale: i bambini non sono numeri, sono persone, sono le migliori persone, perché loro ragionano con il cuore in mano, con l’istinto e non con la calcolatrice.

Non è facile rendere l’idea di cosa sia il Colibrì, ma quando si passa da quella porta a vetri è come entrare nel Magico mondo di Oz: il Colibrì è un paradiso, un piccolo paradiso, i bambini sono pochi, sono tutti amici, i grandi aiutano i piccoli, ed i piccoli… si fanno aiutare da questi speciali fratelli maggiori che spesso a casa non hanno; il Colibrì è un piccolo paradiso, dove i bambini di ogni classe mangiano intorno ad un tavolo insieme, come una famiglia; il Colibrì è un piccolo paradiso, dove lo spazio non manca: si dipinge, si travasa, si gioca con l’acqua, i coriandoli, la carta igienica, i palloncini, dove si può essere dei piccoli Picasso, o dei giardinieri o qualsiasi altra cosa si voglia; il Colibrì è un piccolo paradiso dove si mangia un biscotto in compagnia tutti insieme, seduti in cerchio
sui cuscini; il Colibrì è un piccolo paradiso dove si può leggere libri bellissimi in compagnia degli amici; o dove si può stare all’aria aperta e fare merenda in giardino, senza dover far turni per questo o quello spazio. Il Colibrì è un piccolo paradiso, dove si impara l’amicizia, la solidarietà le regole, dove i bambini, le maestre, le collaboratrici, ed i genitori sono una famiglia: il Colibrì è speciale così com’è.

Sostenete che l’intenzione del comune non è quella di far sparire il Colibrì, forse non oggi, forse non domani, ma sappiamo che avverrà.

Dite di voler ampliare la scelta per le famiglie, ma a favore di chi? A scapito di chi? Ve lo possiamo dire noi? Uno spazio giochi, per quanto forse vale il finanziamento che fa guadagnare al comune, in pochi anni brucerà quello stesso finanziamento, lo sappiamo perché uno spazio giochi già c’era in via Pontida, è stato chiuso, perché era più conveniente affittare i locali alla scuola Waldorf.
Ma sappiateci spiegare alcune cose: A favore di chi uno spazio giochi così decentrato? Della mamma annoiata che, non sapendo cosa fare in una mattinata uggiosa, ci si reca? Ma quante volte quella mamma avrà voglia di prendere la macchina e andarci, e dove parcheggerà la macchina? In divieto di sosta in quella stretta via, visto che il parcheggio è occupato dalla scuola Waldorf?

Perché spostare il Colibrì a Vighizzolo? Per riempire un nido altrimenti vuoto? Come affronta il Comune il disagio di quelle famiglie che vengono messe esattamente dalla parte diametralmente opposta della città? Come verranno aiutate le famiglie che non riescono fisicamente a raggiungere via Rossini con i propri mezzi?
Perché la città di Cantù ha altri due nidi comunali, entrambi con una capienza di 60 bambini, riempiti ognuno con circa 40?
Perché 40 famiglie canturine che lavorano e che non possono permettersi di stare a casa dal lavoro quando hanno un figlio, che necessitano di un nido a tempo pieno, rimangono in lista d’attesa e devono pregare perché qualcuno davanti a loro rinunci al posto al nido comunale? Perché occupiamo 14 o più di quei 20 posti a Vighizzolo con dei bambini che vengono da una realtà completamente diversa, con orari, modalità e spazi diversi? Questa è la politica per le famiglie?

Lo sappiamo: mancano le maestre. Non possiamo prendere altri bambini.
Abbiamo queste due strutture fantastiche, quasi a metà regime. Assumiamo le maestre, facciamo funzionare i nidi che abbiamo a pieno regime, perché le famiglie, le FAMIGLIE CANTURINE, sono loro che hanno bisogno.
Sono le famiglie canturine che non possono permettersi il nido privato, sono le mamme che devono
lasciare il lavoro per occuparsi del figlio, sono loro ad aver diritto di portare i propri figli al nido comunale.
Sono loro quelli a cui state facendo un torto.
Siamo noi, genitori canturini, che vogliamo un ambiente raccolto, famigliare, amico, a cui state facendo un torto.

Cordialmente

 

il Canturino NEWS - supplemento quotidiano a Lario News, testata giornalistica registrata (Tribunale LC n. 234/2015)