CANTÙ – Molteni: “Fase 2 partita ma il virus è ancora tra noi: siate responsabili”

venerdì, 22 maggio 2020

CANTÙ - Gli assembramenti riportati dai media, in questi giorni, non ci facevano ben sperare invece pare proprio che i canturini stiano rispettando i protocolli di sicurezza, consci del fatto che gli allentamenti della Fase 2 non devono essere messi a repentaglio da atteggiamenti sconsiderati. Un senso di responsabilità che soddisfa Giuseppe Molteni, vicesindaco e assessore con deleghe al Bilancio, Commercio, Artigianato, Attività produttive, Suap e Partecipate.

Vicesindaco Molteni, la fase 2 è partita.
Sì, grazie al lavoro di tante persone. In primis il personale sanitario, con loro la Protezione civile e tutte le associazioni di volontari, le Forze dell'ordine che hanno garantito il rispetto dei protocolli di sicurezza e l'amministratore di Canturina Servizi che ha collaborato con il Comune per offrire ai cittadini tutti i benefici che derivano dalla gestione della società che comprende, anche, le farmacie comunali e i parcheggi. Infine ringrazio i cittadini che hanno rispettato le regole rendendo la fase 2, a tutti gli effetti, possibile.

In questi giorni molte attività hanno potuto riaprire.
Questo rappresenta un passo importante per il rilancio della nostra economia. Pochi giorni fa è ripartito il mercato di Vighizzolo e sabato toccherà anche a quello in piazza Marconi. Una ripartenza in sicurezza, con ingressi contingentati, resa possibile dalla sinergia tra amministrazione comunale e i rappresentanti di categoria Confcommercio, Coldiretti e Confesercenti. Restano chiusi, per il momento, palestre e piscine per ovvie criticità ma, salvo imprevisti e con il benestare di Regione Lombardia, a giugno potrebbero ripartire anche loro, ovviamente in linea con i protocolli di sicurezza.

Si riparte, ma non senza criticità.
Il lockdown ha messo a dura prova il tessuto economico del nostro territorio. In questo momento sono diviso da due differenti prospettive: da un lato temo una forte crisi economica e la chiusura di molte attività, dall'altro guardo con fiducia alla volontà e all'entusiasmo di tutti coloro che sono tornati al lavoro con il desiderio di sconfiggere le avversità. I cambiamenti del mercato, italiano e internazionale, l'assenza di liquidità, i ritardi degli aiuti dal Governo, le difficoltà e i costi che devono affrontare per rispettare i protocolli di sicurezza sommati talvolta a problematiche situazioni precarie, presenti anche prima della pandemia, rendono il quadro difficile, indubbiamente.

Quali misure state progettando per favorire la ripresa?
Ci stiamo muovendo su diversi fronti: è sempre valido il bando che avevamo progettato per ripopolare il centro e stiamo cercando di capire se possono esserci sinergie con alcuni bandi di Regione Lombardia per incentivare la ricostruzione del tessuto economico post-Covid19. Invito anche i consumatori a sostenere le nostre aziende, favorendo il Made in Italy, perché il loro supporto è essenziale in questo momento.

Anche gli eventi estivi, importanti per tutte le attività del centro, dovranno ridimensionarsi.
L'assessore Girgi, (assessore alla Cultura, ndr) sta valutando soluzioni in grado di coniugare il desiderio di evasione dei cittadini e la valorizzazione delle attività del centro con le norme di sicurezza. Sarà un'estate diversa, non può essere altrimenti, faremo del nostro meglio per garantire momenti di svago ma la tutela della salute rimane la priorità.

Un altro problema riguarda i bambini: i genitori sono tornati al lavoro e l'aiuto dei nonni è fuori discussione in questo momento. Allo stesso tempo bisogna evitare pericolosi assembramenti.
Sì. Una situazione complessa da gestire e stiamo lavorando con i centri estivi e gli oratori per trovare una soluzione soddisfacente in grado di rispettare i protocolli di sicurezza, assolutamente necessari.

Cantù, soprattutto in estate, raduna molti giovani. Come conciliare movida e sicurezza?
Le forze dell'ordine monitoreranno il territorio, come sempre. È importante che le attività aperte rispettino le norme di sicurezza e invitino i propri clienti a fare altrettanto. Se tutti faranno la loro parte, responsabilmente, potremo garantire divertimento e sicurezza.

In questi giorni abbiamo assistito a spiacevoli episodi, in diverse città d'Italia, di assembramenti con persone senza mascherina.
Sì e vorrei lanciare un appello ai canturini. Fase 2 non significa che il virus è stato sconfitto, si tratta di un allentamento per favorire il ritorno alla vita sociale e la ripresa delle attività economiche. Comprendo il desiderio di svago, ma assembramenti senza mascherine significa nuovi contagi, una nuova ondata che potrebbe farci ritornare in fase 1. Bisogna seguire scrupolosamente le norme di sicurezza per non vanificare i sacrifici del personale sanitario, per rispetto del dolore che ha colpito tante famiglie e perché un nuovo lockdown distruggerebbe, definitivamente, la nostra economia.

S.D.D.

 

 

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