CANTÙ – Sarebbe entrato in un negozio di Cantù come un normale cliente, e negli istanti successivi, dopo aver richiesto (e ottenuto) un contributo di 30 euro per la sponsorizzazione di una manifestazione pubblica, se ne sarebbe andato lasciando una ricevuta fiscale con il proprio indirizzo, il numero di cellulare e i riferimenti della propria partita IVA.
Ma la truffa – perché di truffa si tratta – sarebbe stata scoperta soltanto diversi giorni dopo, sul finire del mese di luglio: il numero di telefono fornito dal ragazzo – descritto come un uomo tra i 35 e i 40 anni, alto 1.70 e con un fisico robusto – era infatti inesistente, mentre il numero di Partita IVA è risultato non valido.
E non è finita qui: recandosi all’indirizzo indicato sulla ricevuta lasciata dal ragazzo, la titolare avrebbe trovato soltanto una coppia di anziani con il figlio, ovviamente all’oscuro di tutto. Tutto ciò sarebbe successo lo scorso luglio a Cantù, all’interno di un negozio situato a pochi passi dal centro.






